scritti politici
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11 Sett. Guerra al "terrorismo"
 
Youssef Nada vince il processo contro la Svizzera
La Corte europea dei diritti dell’uomo dà ragione a Youssef Nada
12 settembre 2012 | Il signor Youssef Nada, ora 81enne, ha vinto presso la Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo la causa che dal 2005 lo opponeva alla Svizzera. Il tribunale ha concluso il 12 settembre che le autorità sviizzere hanno violato la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). La Svizzera lo aveva limitato in diversi diritti fondamentali, quali quello alla libertà di movimento, al rispetto della vita privata e famigliare nonché ad una possibilità di ricorso efficace.


Youssef Nada et Ali Ghaleb Himmat ottengono giustizia
Il giornalista Guido Olimpio condannato per le sue calunnie
9 febbraio 2012 | L’avvocato milanese Luca Bauccio denuncia, in questa intervista, la scandalosa immoralità di giornalisti falsamente riconosciuti come « esperti in terrorismo », le cui imposture causano danni che rovinano e distruggono la vita di persone innocenti.


Abou Elkassim Britel, cittadino italiano, vittima delle “consegne straordinarie” denunciate da Dick Marty
Marocco: La realtà crudele di musulmani imprigionati e torturati
8 febbraio 2011 | Quando incontrai la signora Khadija Anna L. Pighizzini, tre anni fa, e mi raccontò la sua storia inaudita, mi si spezzò il cuore. Viveva una vita serena e tranquilla fino a quando, nel novembre 2001, fu improvvisamente assalita da ondate di giornalisti che, dopo aver diffuso ripetute menzogne, con lo scopo di associare suo marito al terrorismo, pretendevano sue dichiarazioni. Avevano ripreso quelle menzogne provenienti da servizi segreti, da un articolo di Guido Olimpio, giornalista al Corriere della Sera.


Guerra contro l’Islam e manipolazione dell’opinione pubblica
Le ingiustizie subite da Youssef Nada : Un caso da manuale
23 marzo 2010 | Il dovere di un giornalista è fornire al pubblico degli elementi di informazione e analisi che gli permettano di comprendere ciò che succede. Da quando gli Stati « occidentali » si sono impegnati in devastanti guerre unilaterali e in campagne di odio razzista contro l’Islam, quel che i giornalisti dicono - o tacciono - può contribuire al fatto che alcuni paesi e popoli siano ingiustamente schiacciati e umiliati, e che persone - in particolare di confessione musulmana - siano illegalmente arrestate, torturate, iscritte arbitrariamente nelle liste di "terroristi", distrutte per sempre.


Detenzioni arbitrarie in Marocco
Una vittoria parziale per dei prigionieri sfiniti
4 gennaio 2010 | La determinazione dei detenuti, musulmani praticanti, che avevano intrapreso uno sciopero della fame il 24 novembre 2009 per protestare contro i maltrattamenti e le umiliazioni continue che subiscono da parte dei secondini delle prigioni marocchine (*), ha finito per ottenere un certo successo.


Detenzioni arbitrarie in Marocco
Alcuni detenuti muoiono lentamente nell’indifferenza generale
21 dicembre 2009 | 29 prigionieri marocchini vittime della follia post 11 settembre, consegnati a dei torturatori perché musulmani - fra di loro l’italo-marocchino Elkassim Britel, rapito dalla CIA, vittima delle extraordinary rendition - sono in sciopero della fame da 27 giorni in Marocco. Le loro vite sono in pericolo.


Le liste nere, scandalo delle Nazioni Unite
Il Consiglio di Sicurezza ha ritirato il nome di Youssef Nada dalla lista nera
25 settembre 2009 | Ingiustamente associato al "terrorismo", sottoposto per otto anni dal governo svizzero a sanzioni arbitrarie del Consiglio di Sicurezza, l’ingegnere Youssef Nada ha lottato coraggiosamente per la giustizia. Il comitato per le sanzioni dell’Onu ha dovuto finalmente battere in ritirata: il 23 settembre 2009, ha dovuto infatti ritirare il nome di Nada e quella della sua azienda dalla lista degli indagati di associazione con il terrorismo. Tuttavia, se la grande vittoria che Nada ora finalmente incassa gli rende l’onore e pone termine alle sofferenze e alle umiliazioni patite, la sua battaglia contro gli intriganti, il cui comportamento inqualificabile ha aggravato il suo caso, è non ancora completata.


Guantanamo
Sami El Haj fonda il “Centro giustizia per Guantanamo”
10 agosto 2009 | Noi abbiamo avuto il privilegio di incontrare, il 29 luglio 2009, Sami El Haj, questo giornalista e cameraman di Al Jazeera, di nazionalità sudanese, imprigionato per oltre 6 anni a Guantanamo, che era di passaggio a Ginevra. Ha annunciato, in questa occasione, la creazione dell’organizzazione umanitaria “Centro giustizia per Guantanamo”, (Guantánamo Justice Centre) che presiede, ed il cui quartier generale avrà sede a Londra, come dirà nella conferenza stampa che terrà il 30 luglio in questa capitale. Questa ONG sarà diretta dal vecchio prigioniero britannico Moazzam Begg in qualità di segretario generale ed avrà una rappresentazione a Ginevra ed a Parigi.


Intervista a Thierry Meyssan
Dal G20 a Durban II, i retroscena
27 aprile 2009 | Sullo sfondo della crisi economica e finanziaria, dal G20 a Durban II, i vertici e le conferenze internazionali si susseguono senza che i media dominanti ci illuminino molto su ciò che vi si discute e vi si decide veramente. Silvia Cattori ha chiesto a Thierry Meyssan il suo giudizio sull’evoluzione dei rapporti di forza indotta da questa crisi e della politiche messe in opera dagli Stati Uniti e dalla finanza anglosassone per mantenere la loro preminenza.


Arringa per la giustizia
“Nel nome dell’uomo”, un film di Andrea Canetta
1 marzo 2009 | L’opera commovente del regista Andrea Canetta “Nel nome dell’uomo ” dovrebbe essere portata a conoscenza di milioni di spettatori. Tuttora solo alcune migliaia di persone hanno avuto il privilegio di vedere questo film, onesto e sincero, che racconta l’odissea di Youssef Nada.


Un dovere di verità
Islam : Il nemico inventato
24 novembre 2008 | «Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo ». (*)


La testimonianza di un parlamentare iracheno
L’orrore delle carceri segrete irachene
18 novembre 2008 | Questo è il regno della paura e del terrore in Iraq. Dal 2003, almeno 380.000 uomini, donne e bambini, sono stati brutalmente strappati alle loro case per essere rinchiusi in centri di detenzione e di tortura. Secondo le Nazioni Unite, 50.000 persone sono ancora detenute dalle forze di occupazione e dai loro alleati in Iraq. Ma queste cifre potrebbero aumentare in un contesto di crescente odio etnico in cui le prigioni segrete sono luoghi incontrollati, e l’umiliazione e la tortura sono un’istituzione.


Intervista a Balthasar Glättli
La minaccia del terrorismo è un pretesto per limitare le libertà
1 settembre 2008 | La Confederazione, al pari di altri Paesi europei, non ha mai subito alcun attentato di matrice islamica. Eppure tutti si allineano alle direttive degli Stati Uniti ed enfatizzano una presunta minaccia terroristica per entrare in guerra e autorizzare i servizi segreti a sorvegliare più intensamente e in maniera sistematica i propri cittadini. Balthasar Glättli, 36 anni, parlamentare di Zurigo, racconta in quest’intervista come ha scoperto di essere sorvegliato e schedato dai servizi segreti e invita ogni concittadino a verificare di non esserlo.


Guerra contro il « terrorismo »
La dolorosa storia di Youssef Nada
18 agosto 2008 | Con la copertura della lotta « anti-terrorismo » gli stati Uniti e l’Unione Europea hanno accordato poteri illimitati ai servizi segreti e alle polizie. Misure eccezionali, al di fuori di qualsiasi prerogativa giudiziaria, attuate provvisoriamente nel 2001, sono divenute permanenti. Da settembre 2001, almeno 80.000 persone, soprattutto di religione musulmana, sarebbero state rapite, rinchiuse in prigioni segrete, torturate da agenti CIA e FBI. Centinaia d’altre persone sono state inscritte sulla « lista nera » dell’ONU. Com’è successo all’uomo d’affari Youssef Nada, 77 anni, cittadino italiano di origine egiziana. Accusato da G.W Bush di finanziare al-Qaeda, dopo due indagini chiuse con un non luogo a procedere, il signor Nada non riesce a far radiare il suo nome dalla « lista nera » (*). I suoi averi restano congelati, gli è vietato ogni viaggio fuori dai confini nazionali. Non può uscire da Campione – enclave italiana in territorio svizzero – dove Silvia Cattori è andata per (...)


Le conseguenze delle legislazioni antiterrorismo sul semplice cittadino
Jean- Claude Paye : Sorveglianza di regime
15 febbraio 2008 | Nel dicembre 2005, i media degli Stati Uniti hanno rivelato che la NSA, un’agenzia che ufficialmente ha compiti di spionaggio estero, aveva intercettato le conversazioni telefoniche di cittadini americani. Un anno dopo gli stessi media hanno rivelato che la NSA aveva schedato milioni di comunicazioni e che la CIA sorvegliava tutte le transazioni finanziarie internazionali. In Europa, nell’indifferenza generale, una legislazione che impone la conservazione dei dati personali è già stata adottata dai parlamenti nazionali. Mentre negli Stati Uniti i media si sono mobilitati e le organizzazione per la difesa della libertà individuale hanno condotto una campagna contro queste norme, senza tuttavia riuscire a suscitare una mobilitazione popolare, in Francia e in Germania progetti di legge analoghi, che permettono alla polizia di introdursi nei computer delle persone sospettate di terrorismo, non hanno praticamente suscitato reazioni. In questa intervista il sociologo belga Jean-Claude (...)


Fine delle sovranità e delle libertà in Europa
Jean-Claude Paye: «Le leggi antiterrorismo. Un Atto constitutivo dell’Impero»
12 settembre 2007 | Le leggi « antiterrorismo » imposte dagli Stati Uniti sono servite a gettare le basi sulle quali si costruisce un nuovo ordine di diritto, osserva il sociologo belga Jean-Claude Paye. Esse si applicano ormai in tutti gli Stati europei. Ogni comune cittadino europeo può, oggi, essere sorvegliato nel proprio paese da servizi segreti stranieri, essere designato come un « nemico combattente », essere consegnato ai torturatori della CIA ed essere giudicato da commissioni militari statunitensi.


Intervista con Jean Bricmont
"La legge Gayssot e’ una regressione giuridica di molti secoli"
16 maggio 2007 | Professore di Fisica Teorica alla Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, Jean Bricmont è anche scrittore. E’ un acceso difensore della libertà d’espressione, quali che siano le idee difese, fino a che non cadono nell’insulto o nella diffamazione. Egli ritorna sulla censura come mezzo di oppressione dei deboli e di potere per i potenti, come nel caso del dibattito sulle caricature di Maometto e cita il caso Chomsky, la legge Gayssot e il pericolo che questa rappresenta per la libertà di espressione.


La strategia della tensione
Il terrorismo non rivendicato della NATO
29 dicembre 2006 | Daniele Ganser, professore di storia contemporanea all’università di Basilea e presidente dell’ Aspo-Svizzera, ha pubblicato un libro "sugli eserciti segreti della NATO". Secondo lui, gli Stati Uniti hanno organizzato in Europa dell’Ovest durante gli ultimi 50 anni attentati che sono stati attribuiti alla sinistra e alla sinistra estrema per screditarli agli occhi dei loro elettori. Questa strategia dura ancora oggi per suscitare il timore dell’islam e giustificare le guerre per il petrolio.


Il calderone yugoslavo
Jürgen Elsässer: ’La CIA ha reclutato e addestrato i Jihadisti’
15 giugno 2006 | Nel suo ultimo libro "Come la Jihad è arrivata in Europa", il giornalista tedesco Jürgen Elsässer rivela la trama jihadista. I combattenti musulmani, reclutati dalla CIA per lottare contro i sovietici in Afghanistan, sono stati successivamente usati in Yugoslavia e in Cecenia, sempre col sostegno della CIA ma sfuggendo forse in parte al suo controllo. Basandosi su fonti diverse (principalmente yugoslave, olandesi e tedesche), il giornalista ha ricostruito la crescita di Osama Bin Laden e dei suoi luogotenenti a fianco della NATO in Bosnia-Erzegovina.


Axis for Peace 2005
Salim el Hoss: “L’America è democratica all’Interno e dispotica all’esterno”
4 gennaio 2006 | In questa intervista concessa a Silvia Cattori l’ex primo ministro libanese Salim el Hoss ci fa partecipi della sua inquietudine rispetto al piano israelo-statunitense di “rimodellamento del grande Medioriente”, vale a dire della yugoslavizzazione della regione. Secondo lui, la debolezza dei regimi arabi li rende facili prede dell’America che, benché democratica all’interno, impone il dispotismo nel resto del mondo.


Ha un popolo sotto occupazione il diritto di resistere ?
Lettera aperta ai parlamentari europei che hanno adottato una risoluzione vergognosa
15 febbraio 2004 | Il 23 ottobre 2003 il Parlamento Europeo ha adottato, a una stragrande maggioranza, una risoluzione pomposamente intitolata “PACE E DIGNITÀ NEL VICINO-ORIENTE” (*).