20 luglio 2009 | « Se il libro di Paul-Éric Blanrue, Sarkozy, Israël et les juifs (*) arriverà ad essere diffuso, farà epoca. È la prima opera che punta i riflettori su quei gruppi di pressione che, evidentemente, vogliono agire nell’ombra anche se la loro influenza diviene sempre più evidente a partire dall’elezione di Sarkozy », osserva il fisico belga Jean Bricmont (**). Perché, se il libro è distribuito in diversi paesi ed è stato già tradotto quattro volte, esso non è ancora diffuso nel paese dell’autore, la Francia !
22 maggio 2009 | Perché non si può onestamente mettere in dubbio il razzismo di Israele?
La Conferenza d’esame di Durban, che si è svolta dal 20 al 24 aprile 2009 a Ginevra per valutare i progressi realizzati dalla “Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza che vi è associata” tenuta nel 2001 a Durban, è stata il teatro della divisione orchestrata dai paesi e le parti che rifiutano di considerare Israele come uno stato razzista che pratica la segregazione, e da parte dei paesi e le organizzazioni che non accettano un dibattito aperto sulle leggi e le politiche razziste di Israele riguardo i non ebrei.
7 luglio 2008 | « Israele ha il diritto di difendersi », ecco quello che da anni sentiamo ripetere fino alla nausea da pressoché tutti i dirigenti dell’Europa e degli Stati Uniti. Ed ora, con accresciuta insistenza, dal signor Sarkozy. Nel suo discorso del 23 giugno 2008 davanti alla Knesset, egli ha dichiarato : « La Francia non transigerà mai sulla sicurezza di Israele » (*).
26 marzo 2008 | Il signor Bruno Guigue, viceprefetto di Saintes, è stato recentemente destituito per aver diffuso, sul sito Oumma.com, un articolo intitolato « Quando la lobby filo-israeliana si scatena contro l´ONU ». Del resto, Guigue ha pubblicato numerosi libri sul conflitto arabo-israeliano e sulla situazione nel Vicino Oriente (*) e le sue opinioni su questo argomento sono note.
17 febbraio 2006 | Tel-Aviv e Whashington sono associati in Medio Oriente. Questo è un dato di fatto. Ma l’importanza di questo legame nella politica coloniale di Washington suscita un dibattito nel movimento antimperialista. Secondo il giornalista statunitense ebreo antisionista Jeffrey Blankfort, l’influenza israeliana è un dato centrale nella politica statunitense e il movimento contro la guerra fallisce a causa della sua incapacità a comprendere l’importanza di questa lobby. Sviluppando un approccio radicale su questa questione, giungendo fino a negare la dimensione energetica della guerra all’Iraq, il Sig. Blankford non di meno apre piste interessanti sull’influenza sionista negli Stati Uniti. Riproduciamo qui l’intervista che ha accordato alla giornalista Silvia (...)
16 settembre 2005 | Lo scrittore e giornalista Israel Shamir è una delle personalità israeliane più impegnate contro la definizione ebraica dello stato d’Israele e contro il sistema di aparheid che ne deriva. Ex-portavoce del Mapam (Partito Socialista Israeliano) ed Ex-traduttore del presidente Herzog, Israel Shamir è descritto dai suoi detrattori come “un ebreo che odia se stesso”, e dai suoi sostenitori come “uno dei più grandi intellettuali israeliani”. Risponde alle domande di Silvia Cattori sulla campagna di diffamazione di cui è oggetto e sul modo di combattere il razzismo di stato israeliano.
17 giugno 2005 | Edgar Morin, sociologo di fama mondiale, da oltre sessant’anni combatte su tutti i fronti . Il suo pensiero, vivo e conciso, contraddice l’idea del ritorno dell’ “antisemitismo”. Questo termine, secondo lui, sarebbe agitato allo scopo di occultare la repressione israeliana, di “israelizzare” gli ebrei, di fornire giustificazioni alla politica di Israele. Conseguentemente alle sue prese di posizione a favore dei Palestinesi umiliati e offesi egli è stato calunniato. Del nostro incontro con lui ci rimane l’impressione di un uomo di grande semplicità e probità. Ci teniamo a ringraziarlo qui per averci dato l’autorizzazione a pubblicare questo colloquio.
30 gennaio 2005 | Le parole servono per pensare. Quello che possiede il potere di inquinarne il senso –e di introdursi così in modo surrettizio nella testa altrui– giunge ad assicurarsi un ascendente sull’opinione pubblica ed ad imporre il suo dominio.
Bisogna stare attenti. Le parole distolte dal loro senso diventano armi capaci di distruggerci, capaci anche di impedirci di pensare.
È questo processo spaventoso ed il suo uso abusivo da parte del potere che George Orwell aveva descritto nel suo romanzo profetico "1984."