25 dicembre 2011 | Gilad Atzmon discute il suo nuovo libro durante un incontro pubblico in Inghilterra il 27 novembre 2011, nell’università di Exeter.A ppena è apparso sul mercato editoriale, circa due mesi fa, il libro del filosofo e musicista britannico Gilad Atzmon "The Wandering Who?" è diventato un best-seller istantaneo.
18 novembre 2011 | Gilad Atzmon, musicista di origine israeliana che vive in Inghilterra, è probabilmente una delle persone più controverse al mondo (*). Il suo nuovo libro, “The Wandering Who?” è una riflessione critica sull’identità ebraica.
16 settembre 2011 | Discorso tenuto alla conferenza “Palestina, Israele, Germania – i confini di una discussione aperta”, Freiburg, 11 settembre 2011.
7 agosto 2011 | Pubblichiamo qui di seguito un articolo di Electronic Intifada sulla "solidarietà sionista" alla causa palestinese. Si tratta purtroppo di una tendenza sempre più diffusa anche in Italia, e, inaspettatamente, pure nell’esperienza della seconda Freedom Flotilla per Gaza, dove ha fatto sentire la propria voce una componente vicina al sionismo.
2 giugno 2011 | Quando il progetto dei neoconservatori falli’ sotto i colpi violenti delle resistenze irakene, libanesi e palestinesi, l’establishment degli Stati Uniti ha deciso di reagire per impedire il crollo dell’Impero, creando una commissione bi-partigiana chiamata Baker-Hamilton.
1 febbraio 2011 | Nel suo ultimo articolo su Newsweek Stephen Kinzer si chiede su chi l’America stia scommettendo per opporsi alle crescenti forze popolari nel Medio Oriente: “Gli stessi amici sono andati avanti a scommettere per decenni” risponde. “Il faraonico regime in Egitto di Mubarak, Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e la sua Autorità Palestinese, la monarchia Saudita, e la sempre più radicale classe politica in Israele. Non c’è da meravigliarsi che la potenza dell’Iran sia in aumento, dato che l’ordine imposto dall’ America inizia a sgretolarsi”, conclude.
6 luglio 2009 | Curatore fin dal 1994 di pubblicazioni di scienze politiche e di libri di storia, e docente dal 1999 di geopolitica alla Ecole de guerre, Aymeric Chauprade è anche un consulente internazionale di grandi gruppi francesi e di governi per le questioni geopolitiche.
Ha pubblicato numerosi saggi, in particolare “Géopolitique, constances et changements dans l’histoire” /éd. Ellipses), ritenuto un manuale di riferimento e più recentemente “Chronique du choc des civilisations” (febbraio 2009, éd. Dargaud), che ha provocato il suo brutale allentamento dalla cattedra di geopolitica.
27 maggio 2009 | In Francia, oggi, parlare di Israele con serenità e franchezza è diventato impossibile. La questione è vero e proprio tabù.
Tutti coloro i quali si arrischiano a criticare Israele vengono tacciati di antisemitismo. Nella “patria dei Diritti dell’Uomo e della libertà d’espressione”, è stato fissato un reato d’opinione politica e storica. Al posto della libera discussione è stata istaurata la dittatura del pensiero unico.
16 marzo 2009 | Questo testo è in parte una risposta all’articolo "Il potere ai «barbuti»? No grazie!" pubblicato in Belgio (Le Soir) in seguito alle manifestazioni su Gaza (*).
17 gennaio 2009 | Mentre Israele prosegue i suoi bombardamenti contro la popolazione palestinese e i paramilitari del generale Mohamed Dahlan aspettano alla frontiera egiziana l’ordine di entrare a Gaza per massacrare le famiglie di Hamas, l’opinione pubblica europea si sente impotente ad agire. Malgrado la loro grandezza, le manifestazioni si susseguono senza effetti sui responsabili politici.
Il professor Jean Bricmont propone una strategia semplice per cambiare i rapporti di forza in Europa e, in conclusione, per mettere fine al sostegno di cui dispone il regime di apartheid israeliano.
17 dicembre 2008 | Per i lettori americani, la grande virtù del nuovo importante libro di Avraham Burg è che dice cose su Israele e sul popolo ebreo che non si sentono praticamente mai nel discorso "mainstream" degli Stati Uniti. E’ difficile credere quanto sia stentata e prevenuta la copertura di Israele nei media americani, per non parlare del livello a cui i nostri politici hanno portato l’arte di compiacere lo stato d’Israele. La situazione è diventata così brutta nella recente campagna presidenziale che i giornalisti Jeffrey Goldberg e Shmuel Rosner - entrambi fedeli difensori d’Israele - hanno scritto pezzi intitolati "Già abbastanza su Israele".