scritti politici

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Un articolo di Jeremy Salt
Verita’ e falsita’ in Siria

23 motivi per cui non si dovrebbe accettare acriticamente la visione occidentale dell’ insurrezione in Siria.


17 novembre 2011

Mentre l’insurrezione in Siria degenera verso la guerra civile, devono essere posti dei freni alla propaganda che dilaga sui principali media occidentali e che viene acriticamente accettata da molti che invece dovrebbero conoscere meglio i fatti. Qui è di seguito esposto un insieme di posizioni da cui partire per discutere su ciò che sta accadendo in questo critico paese del Medio Oriente:

1. La Siria è stata uno Stato sotto il controllo della Mukhabarat (l’organizzazione di intelligence irachena durante il dominio di Saddam), sin da quando il temibile Abd al Hamid al Serraj organizzò i servizi segreti, il Deuxième Bureau [1] nel 1950.

Lo stato autoritario che si è sviluppato a partire dal momento in cui Hafez al Assad prese il potere nel 1970 ha schiacciato ogni dissenso senza pietà. Talvolta le operazioni sono state condotte da quest’ultimo, talvolta dal Mukhabarat stesso. La presenza ubiquitaria del Mukhabarat è un brutto aspetto della vita siriana, ma poiché la Siria è un bersaglio centrale per l’azione assassina e di sovversione da parte di Israele e delle agenzie di intelligence occidentali, poiché è stata più volte oggetto di attacchi militari avendo avuto una larga porzione dei propri territori occupati, e poiché i suoi nemici sono sempre alla ricerca di opportunità per abbatterla, difficilmente si può dire che la presenza del Mukhabarat non fosse necessaria.

2. Non c’è dubbio che la maggior parte delle persone che dimostrano in Siria vuole una transizione pacifica verso una forma democratica di governo. Né vi è alcun dubbio che i gruppi armati che operano occultandosi dietro lo schermo delle manifestazioni non hanno alcun interesse per le riforme. Vogliono solo distruggere il governo.

3. Ci sono state manifestazioni molto grandi a sostegno del governo. C’è rabbia per la violenza delle bande armate e rabbia per le interferenze esterne e lo sfruttamento della situazione da parte dei governi stranieri e dei media. Agli occhi di molti siriani, il loro paese è di nuovo il bersaglio di un complotto internazionale.

4. Qualunque sia la verità delle accuse contro le forze di sicurezza, i gruppi armati hanno ucciso centinaia di poliziotti, soldati e civili, probabilmente in totale in questa fase circa 1.000. I morti civili sono professori universitari, medici e persino, molto recentemente, il figlio del Gran Muftì della Repubblica. Le bande armate hanno massacrato, fatto agguati, assassinato, attaccato edifici governativi e sabotato linee ferroviarie.

5. Bashar al Assad ha una forte base di popolarità personale. Anche se si trova sulla cima del sistema è fuorviante chiamarlo un dittatore. Il sistema stesso è il vero dittatore. Il potere è in Siria profondamente detenuto, da oltre cinque decenni, dalla classe militare e dall’intelligence, e solo in misura minore dalla struttura del partito. Queste sono le vere sorgenti della resistenza al cambiamento. Le manifestazioni sono state occasione per Bashar, come poi ha fatto, di trasmettere il messaggio che il sistema doveva cambiare.

6. Di fronte a dimostrazioni su larga scala, all’inizio di quest’anno il governo ha finalmente avanzato un programma di riforme, che è stato immediatamente respinto dall’opposizione. Nessun tentativo è stato fatto neanche per testare la buona fede del governo.

7. L’affermazione che l’opposizione armata al governo sia iniziata solo di recente è una completa bugia. Le uccisioni di soldati, poliziotti e civili, spesso nelle più brutali circostanze, vanno avanti praticamente dall’inizio.

8. I gruppi armati sono ben equipaggiati e ben organizzati. Grandi spedizioni di armi sono state contrabbandati in Siria dal Libano e dalla Turchia. Erano costituite da fucili a pompa, mitragliatrici, kalashnikov, lanciarazzi RPG, bombe a mano di fabbricazione israeliana e numerosi altri esplosivi. Non è chiaro chi fornisca tali armi, ma qualcuno lo sta facendo e qualcuno sta pagando tutto questo materiale. I membri delle bande armate catturati durante gli interrogatori hanno puntato il dito contro il Movimento del Futuro di Saad Hariri. Hariri è un fantoccio degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita, con un raggio di influenza che va ben al di là del Libano.

9. L’opposizione armata al regime sembra in gran parte sponsorizzata dai fuorilegge della Fratellanza Musulmana. Nel 1982 il governo schiacciò spietatamente una rivolta iniziata dalla Confraternita di Hama. Molte migliaia di persone morirono e parte della città fu distrutta. La Fratellanza ha due obiettivi principali: la distruzione del governo baathista e la distruzione dello stato laico a favore di un sistema islamico. È quasi palpabile la sete di vendetta.

10. I gruppi armati hanno un forte sostegno dall’esterno, oltre a quello già noto o indicato. L’esiliato ex Vicepresidente siriano e Ministro degli Esteri, Abd ul Halim Khaddam, che vive a Parigi, sta conducendo da anni una campagna per far cadere il governo di Assad. È finanziato sia dall’Unione Europea, che dagli Stati Uniti. Tra gli attivisti in esilio vi è Burhan Ghalioun, sostenuto dal Qatar come dirigente del “Consiglio Nazionale”, istituito a Istanbul. Ghalioun, come Abd ul Halim Khaddam, vive a Parigi e come lui lavora nei corridoi dei parlamenti dell’Unione Europea e degli Stati Uniti per influenzarli contro il governo di Assad. Insieme a Muhammad Riyad al Shaqfa, il leader dei Fratelli Musulmani in Siria, è concorde su un “intervento umanitario” esterno in Siria sul modello libico (altri, invece, vi si oppongono). La promozione degli esuli per costituire un governo alternativo ricorda il modo in cui gli Stati Uniti hanno usato gli iracheni in esilio (il cosiddetto Congresso Nazionale Iracheno) prima dell’invasione dell’Iraq.

11. L’informazione da parte dei media occidentali su ciò che è accaduto e sta accadendo in Libia e in Siria è pessima. L’intervento della NATO in Libia ha causato distruzioni di massa e migliaia di morti. Questa guerra, dopo l’invasione dell’Iraq, è un ulteriore grave crimine internazionale commesso dai governi degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia. La città di Sirte è stata bombardata giorno e notte per due settimane senza che i media occidentali prestassero alcuna attenzione alle pesanti distruzioni ed alle perdite di vite umane che i bombardamenti hanno causato. I media occidentali non hanno fatto alcun tentativo di verificare i rapporti che provenivano da Sirte sul bombardamento di edifici civili e l’uccisione di centinaia di persone. L’unica ragione può essere che questa brutta verità potrebbe far deragliare l’intera operazione della NATO.

12. In Siria gli stessi media hanno seguito lo stesso comportamento basato su dichiarazioni inesatte e disinformazione. Hanno ignorato o glissato sulle dei frequenti omicidi commessi dalle bande armate. E hanno invitato il loro pubblico non a credere ai proclami del governo, ma solo alle rivendicazioni dei ribelli, spesso in nome di organizzazioni dei diritti umani con sede in Europa o negli Stati Uniti. Sono state dette molte menzogne, come sono state dette in Libia e come sono state dette prima durante l’attacco all’Iraq. Alcune quanto meno sono state svelate. Persone di cui si era detto che erano state uccise dalle forze di sicurezza sono tornate in vita. I fratelli di Zainab al Husni hanno affermato che lei era stata rapita dalle forze di sicurezza, uccisa e che il suo corpo era stato smembrato. Questo lurido racconto, diffuso da Al Jazeera e da Al Arabiyya, tra gli altri, era totalmente falso. Lei è ancora viva, anche se ora, naturalmente, la condotta della propaganda è quello di affermare che non è davvero lei, ma una sosia. Al Jazeera, il Guardian e la BBC si sono distinti per il loro cieco sostegno a tutto ciò che scredita il governo siriano. La stessa linea è stata seguita dai principali media degli Stati Uniti. Al Jazeera, in particolare, che si è distinta per l’informazione che ha dato della rivoluzione egiziana, ha perso ogni credibilità come canale indipendente di notizie dal mondo arabo.

13. Nel cercare di distruggere il governo siriano, la Fratellanza Musulmana ha un obiettivo in comune con Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita, la cui paranoia sciita ha raggiunto il culmine con la rivolta in Bahrein. Wikileaks ha rivelato come gli Stati uniti fossero impazienti di attaccare l’Iran. Un obiettivo alternativo è la distruzione della relazione strategica tra Iran, Siria e Hezbollah. Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita potrebbero voler distruggere il regime baathista di Damasco dominato da Alawi per motivi leggermente diversi tra loro, ma la cosa importante è che vogliono distruggerlo.

14. Gli Stati Uniti stanno facendo tutto il possibile per mettere la Siria in un angolo. Stanno dando sostegno economico ai dirigenti in esilio dell’opposizione. Hanno cercato (e ancora non ci sono riusciti per via dell’opposizione russa e cinese) di introdurre un vasto programma di sanzioni attraverso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Non c’è dubbio che ci proveranno di nuovo e, a seconda dell’evolversi della situazione, si può provare, con il supporto inglese e francese, ad attuare l’istituzione di una no-fly zone che sia il preludio per un attacco straniero. La situazione è fluida e senza dubbio tutti i tipi di piani di emergenza sono in corso di sviluppo. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato rilasciano dichiarazioni intimidatorie a giorni alterni. Provocando apertamente il governo siriano, l’ambasciatore degli Stati Uniti, accompagnato dall’ambasciatore francese, si è recato a Hama prima della preghiera del Venerdì. Con tutto ciò che si sa delle loro passate interferenze nei paesi del Medio Oriente, sarebbe inconcepibile che gli Stati Uniti e Israele, insieme a Francia e Gran Bretagna, non siano coinvolti in questa rivolta.

15. Mentre ci si concentra sulla violenza del regime siriano, i governi degli Stati Uniti ed europei (soprattutto quello della Gran Bretagna) hanno totalmente ignorato la violenza diretta contro il regime stesso. Le violenze infinitamente più grandi da loro perpetrate in Libia, Iraq, Afghanistan e in altri luoghi, ovviamente non devono nemmeno essere fotografate. La Turchia ha aderito alla loro campagna contro la Siria con gusto, facendo anche più di quello che loro hanno fatto contro il regime siriano. Nel giro di pochi mesi la politica regionale della Turchia dei “problemi zero” è mutata in modo ancora approssimativo. La Turchia alla fine, dopo una iniziale titubanza, ha appoggiato l’attacco della NATO contro la Libia. Si è inimicata l’Iran per la sua politica sulla Siria e per aver accettato, nonostante la forte opposizione interna, di ospitare l’installazione di un missile radar a ’difesa’ degli Stati Uniti , chiaramente diretto contro l’Iran. Gli americani dicono che i loro dati saranno condivisi con Israele, che ha rifiutato di chiedere scusa per l’attacco alla Mavi Marmara, facendo precipitare le relazioni turco-israeliane prossime a una crisi. Così dai “problemi zero”, la Turchia ha oggi una politica regionale piena di problemi con Israele, Siria e Iran.

16. Mentre alcuni membri dell’opposizione siriana si sono espressi contro l’intervento straniero, il Free Syrian Army ha detto che il suo obiettivo è l’istituzione di una no-fly zone nella Siria settentrionale che alla fine dovrebbe essere istituita, e abbiamo visto come questo ha portato in Libia alla distruzione massiccia delle infrastrutture, all’uccisione di migliaia di persone e all’inizio di un nuovo periodo di dominazione occidentale.

17. Se il governo siriano sarà abbattuto, i baathisti e gli alawiti ancora presenti subiranno una caccia all’uomo. In un governo dominato dai Fratelli Musulmani, lo status delle minoranze e delle donne farebbe un grande passo indietro.

18. Attraverso il Syria Accountability Act e attraverso le sanzioni che l’Unione Europea ha imposto, gli Stati Uniti hanno cercato per venti anni di distruggere il governo siriano. Lo smantellamento dell’unificazione degli stati arabi lungo linee etnico-religiose è stato un obiettivo di Israele per decenni. Dove Israele va, gli Stati Uniti seguono naturalmente. I frutti di questa politica possono essere visti in Iraq, dove uno stato indipendente in tutto tranne che nel nome è stato creato per i curdi e dove la Costituzione, scritta dagli Stati Uniti, separa la popolazione dell’Iraq in curdi, sunniti, sciiti e cristiani, distruggendo il logico legame del nazionalismo arabo. L’Iraq non ha conosciuto un momento di pace da quando gli inglesi entrarono a Baghdad nel 1917. In Siria le divisioni etnico-religiose (musulmani sunniti arabi, musulmani sunniti curdi, drusi, alawiti e varie sette cristiane) la rendono soggetta in modo analogo al fomento della discordia confessionale e a un’eventuale disgregazione, come negli anni ’20 quando i francesi cercarono di impedire la formazione di uno Stato unitario arabo.

19. La distruzione del governo baathista costituirebbe una vittoria strategica di valore inestimabile per gli Stati Uniti e Israele. L’arco centrale nella relazione strategica tra Iran, Siria e Hezbollah verrebbe così distrutto, lasciando Hezbollah geograficamente isolata, con un governo sunnita ostile alle porte e esponendo ancor di più Hezbollah e l’Iran a un attacco militare da parte degli Stati Uniti e di Israele. Fortuitamente o forse no, la “primavera araba” che si sta sviluppando in Siria ha messo nelle loro mani una leva con cui possono raggiungere il loro obiettivo.

20. Non sarà possibile che un governo dominato dalla Fratellanza Musulmana in Egitto o in Siria possa essere ostile agli interessi americani. Per essere visto come un membro rispettabile della comunità internazionale e un altro buon esempio per l’Islam “moderato”, è probabile e certamente possibile che un governo egiziano dominato dalla Confraternita sarebbe d’accordo a mantenere il trattato di pace con Israele per tutto il tempo possibile (cioè fino a quando un altro attacco su larga scala da parte di Israele a Gaza o in Libano lo renda assolutamente insostenibile).

21. Un governo siriano dominato dai Fratelli Musulmani sarebbe vicino all’Arabia Saudita e ostile verso l’Iran, Hezbollah e gli sciiti in Iraq, specialmente quelli associati a Muqtada al Sadr. A parole sarebbe vicino alla causa palestinese e alla liberazione delle alture del Golan, ma è improbabile che la sua politica pratica sarà differente da quella del governo che si sta cercando di distruggere.

22. Il popolo siriano ha il diritto di chiedere la democrazia e gli deve essere data, ma in questo modo e con questi costi? Anche ora, la fine degli omicidi e i negoziati per le riforme politiche costituiscono sicuramente la strada da seguire, e non certo la violenza che minaccia di lacerare il paese. Purtroppo, la violenza e non una soluzione negoziata è quello che troppe persone all’interno della Siria vogliono e ciò che troppi governi desiderano e auspicano. Nessun siriano in ultima analisi può trarre guadagno da questo, qualsiasi cosa possa pensare in questo momento. Il loro paese sta per essere portato verso una guerra civile, peraltro attraverso un ’intervento straniero, e certamente il caos sarà di scala ancora più grande rispetto a quello cui stiamo ora assistendo. Non ci sarà nessuna possibilità di un rapido recupero se lo stato collassa o verrà abbattuto. Come l’Iraq e, probabilmente, la Libia, guardando la situazione attuale, la Siria entrerà in un periodo di sanguinosi tumulti che potrebbero durare per anni. Come l’Iraq, ancora una volta, sarebbe messo fuori gioco uno stato in grado di battersi per gli interessi arabi, il che significa, naturalmente, contro Stati Uniti e Israele.

23. In definitiva, gli interessi di quali parti verranno garantiti da questi esiti?

Jeremy Salt
PalestineChronicle.com, 5 ottobre 2011.


Jeremy Salt è professore associato di Storia e Politica del Medio Oriente presso l’Università Bilkent di Ankara, in Turchia.



[1Il Deuxième Bureau de l’État-major général è stato uno dei servizi di informazioni militari francese, dalla nascita nel 1871 al suo scioglimento nel giugno 1940. A differenza del Premier Bureau, che si occupava di informare gli Stati Maggiori sulla situazione delle truppe francesi e di quelle alleate ed amiche, il Deuxième Bureau ebbe l’incarico di raccogliere informazioni sullo stato delle truppe nemiche.