scritti politici

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Lobby
 
Un articolo di Gilad Atzmon
Elezioni israeliane: E’ tempo di buttare via le terminologie di destra e di sinistra
24 gennaio 2013 | La maggior parte dei commentatori della politica d’Israele non riescono a capire che le nozioni di destra e sinistra sono ormai irrilevanti per capire la stessa politica israeliana. Israele si definisce come uno Stato ebraico e, col passare degli anni, diventa di certo sempre più ebraico.


Intervista di Angela Lano con il musicista e scrittore Gilad Atzmon
Gilad Atzmon: Israele e la sua propaganda
18 novembre 2012 | .


Una lettera di Antonio Caracciolo
Lettera aperta a Omar Barghouti
9 novembre 2012 | .


Rinaldo Francesca intervista Atzmon
26 agosto 2012 | .


Il nuovo libro di Gilad Atzmon "The Wandering Who?"
Gilad Atzmon durante un incontro pubblico nell’università di Exeter
25 dicembre 2011 | Gilad Atzmon discute il suo nuovo libro durante un incontro pubblico in Inghilterra il 27 novembre 2011, nell’università di Exeter.A ppena è apparso sul mercato editoriale, circa due mesi fa, il libro del filosofo e musicista britannico Gilad Atzmon "The Wandering Who?" è diventato un best-seller istantaneo.


Un articolo di Jean Bricmont
A proposito di Gilad Atzmon
18 novembre 2011 | Gilad Atzmon, musicista di origine israeliana che vive in Inghilterra, è probabilmente una delle persone più controverse al mondo (*). Il suo nuovo libro, “The Wandering Who?” è una riflessione critica sull’identità ebraica.


Discorso di Gilad Atzmon
’Essere nel tempo’
16 settembre 2011 | Discorso tenuto alla conferenza “Palestina, Israele, Germania – i confini di una discussione aperta”, Freiburg, 11 settembre 2011.


Un articolo di Budour Youssef Hassan
La finta solidarietà della sinistra sionista israeliana
7 agosto 2011 | Pubblichiamo qui di seguito un articolo di Electronic Intifada sulla "solidarietà sionista" alla causa palestinese. Si tratta purtroppo di una tendenza sempre più diffusa anche in Italia, e, inaspettatamente, pure nell’esperienza della seconda Freedom Flotilla per Gaza, dove ha fatto sentire la propria voce una componente vicina al sionismo.


La politica di Obama nel Vicino e Medio Oriente
Il lobby filo-israeliano danneggia il piano Baker-Hamilton
2 giugno 2011 | Quando il progetto dei neoconservatori falli’ sotto i colpi violenti delle resistenze irakene, libanesi e palestinesi, l’establishment degli Stati Uniti ha deciso di reagire per impedire il crollo dell’Impero, creando una commissione bi-partigiana chiamata Baker-Hamilton.


Un articolo di Gilad Atzmon
Liberare il popolo americano
1 febbraio 2011 | Nel suo ultimo articolo su Newsweek Stephen Kinzer si chiede su chi l’America stia scommettendo per opporsi alle crescenti forze popolari nel Medio Oriente: “Gli stessi amici sono andati avanti a scommettere per decenni” risponde. “Il faraonico regime in Egitto di Mubarak, Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e la sua Autorità Palestinese, la monarchia Saudita, e la sempre più radicale classe politica in Israele. Non c’è da meravigliarsi che la potenza dell’Iran sia in aumento, dato che l’ordine imposto dall’ America inizia a sgretolarsi”, conclude.


Un articolo di EURASIA
“Sarkozy, Israël et les Juifs”, un libro di Paul-Éric Blanrue
27 maggio 2009 | In Francia, oggi, parlare di Israele con serenità e franchezza è diventato impossibile. La questione è vero e proprio tabù. Tutti coloro i quali si arrischiano a criticare Israele vengono tacciati di antisemitismo. Nella “patria dei Diritti dell’Uomo e della libertà d’espressione”, è stato fissato un reato d’opinione politica e storica. Al posto della libera discussione è stata istaurata la dittatura del pensiero unico.


Un articolo di Jean Bricmont
Il ritorno del ne’-ne’, islamismo e antisemitismo nelle manifestazioni
16 marzo 2009 | Questo testo è in parte una risposta all’articolo "Il potere ai «barbuti»? No grazie!" pubblicato in Belgio (Le Soir) in seguito alle manifestazioni su Gaza (*).


La Shoah utilizzata come arma da parte di Israele
John J. Mearsheimer: Evocare l’Olocausto per difendere l’occupazione
17 dicembre 2008 | Per i lettori americani, la grande virtù del nuovo importante libro di Avraham Burg è che dice cose su Israele e sul popolo ebreo che non si sentono praticamente mai nel discorso "mainstream" degli Stati Uniti. E’ difficile credere quanto sia stentata e prevenuta la copertura di Israele nei media americani, per non parlare del livello a cui i nostri politici hanno portato l’arte di compiacere lo stato d’Israele. La situazione è diventata così brutta nella recente campagna presidenziale che i giornalisti Jeffrey Goldberg e Shmuel Rosner - entrambi fedeli difensori d’Israele - hanno scritto pezzi intitolati "Già abbastanza su Israele".