scritti politici

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Un editoriale del New Orient News
In Siria, Sarkozy ripete gli errori commessi da Chirac

Cambiando atteggiamento verso la Siria, il Presidente francese Nicolas Sarkozy commette lo stesso errore del suo predecessore Jacque Chirac, che si era ritorso contro il Presidente Bachar el –Assad all’indomani dell’occupazione di Bagdad da parte de gli Stati Uniti.

20 maggio 2011

Da millantarore dell’unilateralismo della Casa Bianca, accanito opponente all’invasione dell’Irak e partner strategico della Siria, Chirac si é trasformato in semplice seguitore di Washington, accontentandosi delle briciole e rendendo favori all’amministrazione di George Bush, tra cui favori, il più importante é quello dell’elaborazione della risoluzione 1559 dell’ONU.

A quell’epoca, Chirac aveva immaginato che l’invasione dell’Irak avrebbe segnato l’inizio di un nuovo ordine nel Medio Oriente e che se la Francia voleva conservare un posticino, doveva adeguarsi agli Stati Uniti, a spese della sua relazione speciale con la Siria.

Sarkozy segue lo stesso cammino. Ha pensato che partecipando agli attacchi della Nato contro la Libia, si riservava un posto privilegiato nel piano stato-unitense che gli avrebbe permesso di compensare gli insuccessi e le perdite in Africa, soprattutto in Tunisia, nel Sudan e in altri Paesi dell’Africa del Nord dove lo zio Sam é arrivato per contendergli le ultime zone di influenza. Investendosi nella campagna di pressioni diplomatiche e politiche contro la Siria, spera raccogliere i frutti di questo allineamento sotto forma di contratti petroliferi e progetti di ricostruzione nella Libia post-Gheddafi.

Tuttavia, nella sua qualità di Ministro dell’Interno di Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy era ben piazzato per conoscere la portata delle perdite di cui la Francia ha patito a causa della sua ostilità verso la Siria. E’ d’altronde per questo motivo che ha cambiato d’atteggiamento verso Damasco subito dopo la sua elezione, preferendo costruire una relazione di cooperazione con il presidente Bachar el-Assad, che ha avantaggiato la Francia sul piano sicuritario- la lotta contro il terrorismo-, economico- il ritorno della Francia in Siria- e politico, con il ruolo di primo piano svotlo da Parigi in Libano e in altre pratiche del Medio Oriente.

Ma ecco che il presidente francese si pone in in testa agli Stati che, tramite la loro azione, giocano la carta della destabilizzazione della Siria, adottando un solo punto di vista e ignorando le realtà del terreno, dove i gruppi islamisti estremisti, con l’apparenza di manifestanti pacifici che reclamano riforme legittime, dirigono un’insurrezione armata che ha già provocato circa 120 morti e 350 feriti nelle file dell’esercito e della polizia siriana. E quando degli attivisti fanatici sono stati arrestati e messi in prigione, i Siriani hanno potuto manifestare, venerdi 13 maggio, senza che i raduni si trasformino in facciate per degli uomini armati. Il bilancio scarso in vittime, paragonato a quello delle settimane precedenti, ne é la prova vivente. Tanto é vero che Nicolas Sarkozy fà finta di non sapere che il presidente Assad ha iniziato delle riforme che permetteranno di modernizzare la Siria accordandole maggiori libertà politiche e mediatiche

L’Ambasciatore di Francia a Damasco, Eric Chevallier, si sforza, nei suoi rapporti, di mettere in rilievo questa dimensione della crisi in Siria, cosi come la volontà di riforme da parte del presidente siriano, ma nessuno lo vuole ascoltare.

Infatti, non sono le riforme che interessano l’Occidente ma le alleanze regionali della Siria cosi come le costanti nazionali que la Siria difende da più di 40 anni. Gli emissari che vengono da Damasco cosi come i messaggi indiretti indirizzati alla direzione siriana non citano « le libertà e la democrazia », ma il bisogno di rompere l’alleanza con l’Iran, di interrompere il sostegno ai movimenti di resistenza libanesi, palestinesi e irakiani e la ripresa delle negoziazioni di pace dirette e incondizionate con Israele.

Quello che George Bush e Jacques Chirac non sono riusciti ad ottenere della Siria, Barak Obama e Nicolas Sarkozy non lo otterranno nemmeno loro. Se ne renderanno conto a loro proprio discapito. Hanno ancora tempo per rifarsi, mettendo da parte gli utensili di pressione e intimidazione che hanno provato laloro inefficacia con la Siria.

New Orient News (Libano)
Tendances de l’Orient No 31, 16 maggio 2011.

Traduzione di Carola Carlotta (20.05.2011):
http://www.voltairenet.org/article169954.html

Testo originale in francese (16.05.2011):
http://www.neworientnews.com/news/fullnews.php?news_id=31080