scritti politici

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Un articolo di Ismail Salami
Inventare pretesti per attaccare l’Iran

Attraverso una campagna che si potrebbe chiamare “Uniti contro l’Iran”, il governo statunitense ha accusato Teheran di avere orchestrato un complotto per assassinare l’ambasciatore saudita a Washington, un gesto che si ritiene faccia parte degli stratagemmi adottati dagli USA per andare avanti con il loro piano di demonizzazione e isolamento della Repubblica Islamica dell’Iran.

18 ottobre 2011

Il vicepresidente statunitense Joe Biden ha dichiarato a The Early Show: “E’ estremamente importante che uniamo il mondo nell’isolamento degli iraniani. E’ la via più sicura per ottenere risultati”.

Ovviamente, i funzionari degli Stati Uniti utilizzeranno il pretesto inventato per premere per nuove sanzioni mentre proclamano che agenti iraniani hanno cercato di ingaggiare un presunto membro del cartello messicano della droga per assassinare l’inviato saudita sul territorio statunitense.

Indipendentemente dall’impertinenza e dalla vuotezza dell’affermazione, non si dovrebbe ignorare l’influenza della potente lobby sionista nel nuovo piano di ingiurie che è, come ha affermato il portavoce del parlamento iraniano Ali Larijani, “un gioco infantile e privo di tatto”.

Per aggiungere più benzina all’islamofobia, la segretaria di Stato USA Hillary Rodham Clinton ha lanciato un appello agli altri paesi per lavorare uniti contro quella che sarebbe la sempre più “evidente minaccia dell’Iran” e ha detto: “In realtà, nelle menti di molti dei diplomatici e funzionari del governo, ciò traccia una linea di cui l’Iran dovrà tener conto”.

Washington è andata oltre nella sua frenesia e ha definito l’Iran “il principale stato del mondo patrocinatore del terrorismo”.

Ci sono opinioni ben fondate sul fatto che la nuova misura miri a fomentare la discordia nella regione perché gli Stati Uniti possano riaffermare la loro influenza in declino tra i paesi del Medio Oriente nel momento in cui l’Iran sta esibendo i muscoli politici nella regione. In altre parole, gli USA potranno pescare nel torbido.

Nei suoi sforzi concertati con Israele, Washington ha una lunga storia di operazioni segrete in Iran, compresi il ciberterrorismo, il sabotaggio commerciale e gli assassini selettivi. Un significativo esempio di tali operazioni è il virus informatico conosciuto come Stuxnet, che ha sabotato le installazioni nucleari iraniane, evidentemente nel tentativo deliberato del governo degli USA di cercare di distruggere ciò che gli scienziati iraniani hanno costruito per anni. Secondo quanto è stato comunicato, il virus è stato sperimentato in Israele nel tristemente celebre arsenale nucleare di Dimona in uno sforzo che ha visto lavorare insieme israeliani e statunitensi (The New York Times, 15 gennaio 2011). Sembra quasi uno scherzo, perché Dimona utilizzata come campo di prova per il virus, ospita 300 ogive nucleari ed è stata tenuta segreta per anni fino a quando Mordechai Vanunu, un ex tecnico di questa centrale, in Gran Bretagna nel 1986 rivelò il programma nucleare israeliano come pure il segretissimo complesso sotterraneo esistente sotto le installazioni. I rapporti dicono che Israele dispone del materiale per fabbricare circa 20 bombe all’idrogeno e 200 bombe a fissione. Però Israele, alleato servile degli USA, non è una minaccia, nonostante le sue ogive nucleari segrete e l’irresponsabile condotta con i palestinesi.

Oltre a sabotare il programma nucleare in Iran, Washington è stata sfacciatamente coinvolta in una serie di assassini di scienziati nucleari iraniani. Nel luglio 2011, è stato abbattuto a colpi di arma da fuoco uno studente universitario dal nome Daryoush Rezaei, e ferita gravemente sua moglie che ha dovuto essere ricoverata urgentemente in ospedale. Nel 2010, a Teheran venne ucciso Masud Ali Mohammadi, uno scienziato nucleare, con una bomba controllata a distanza. Il 29 novembre 2010, ci fu l’attentato contro altri due scienziati con bombe installate nelle loro auto nella capitale. Gli assaltanti, che viaggiavano in motocicletta, avevano collocato bombe magnetiche nelle auto delle vittime. Il professor Mayid Shahriani morì nell’attentato, mentre il dottor Fereydun Abbasi e sua moglie subirono ferite di minore entità e vennero ricoverati in ospedale [1]. Un rapporto elaborato dal Jerusalem Post, che cita il settimanale francese Canard Enchainé, ha rivelato che il Mossad aveva compiuto gli assassini “con l’aiuto della CIA e del MI6”.

Secondo fonti investigative, gli assassini facevano parte di una serie di complotti coordinati tra Israele e USA per sabotare il programma nucleare iraniano. Nello stesso tempo, un articolo pubblicato nel settimanale portoghese Expresso rivelava che funzionari di alto rango del Mossad si erano riuniti nella sede dell’agenzia di spionaggio situata a nord di Tel Aviv e avevano deciso che la morte di Shahriari sarebbe stata l’ultima operazione segreta del Mossad sotto il suo attuale direttore, Meir Magan. Ma le agenzie di intelligence hanno negato di aver avuto qualche responsabilità in tutti gli attentati.

Nel suo intervento come candidato repubblicano per lo Iowa dell’agosto 2011, Newt Gingrich ha ripetuto vergognosi slogan contro la repubblica islamica e, quando gli è stato chiesto della situazione in Libia, inconsciamente è andato su tutte le furie cominciando a inveire contro l’Iran, affermando che questa nazione stava “proseguendo la sua offensiva” contro gli Stati Uniti e che era venuto il momento di fronteggiarla. Subito si sono uniti a lui altri falchi e anche l’ex governatore statunitense Tim Pawlenty ha voluto attaccare con furia l’Iran, avendo addirittura il coraggio di elogiare il “buon operato” del governo statunitense nell’assassinare gli scienziati iraniani e il “buon lavoro” fatto con la creazione del virus informatico Stuxnet. Ecco come è stato svuotato il sacco, e si è fatto intendere che gli Stati Uniti stavano dietro tutte queste atrocità.

Alcuni esperti credono che la posizione statunitense attirerà sull’Iran l’odio del mondo. Ma ciò non accadrà, perché gli USA e il loro cagnolino Israele hanno già provato a giocare trucchetti simili con l’Iran in molte occasioni.

Ciò che il governo statunitense ha fatto alla nazione iraniana non si può dimenticare facilmente e il sostegno che continua ad accordare ad Israele non è facile da digerire.

Non è insolito che l’Iran, che da tanto tempo è vittima del terrore e degli assassini statunitensi, diventi il bersaglio di accuse così meschine?

Ismail Salami
Global Research, 13 ottobre 2011.


Ismail Salami è saggista e analista politico iraniano. Ha scritto numerosi libri e articoli, alcuni dei quali sono stati tradotti in più di dieci lingue. Suoi contributi sono stati pubblicati in numerose testate giornalistiche, tra cui Veterans Today, Media Monitors, Global Research, Opinion Maker, Palestine Chronicle, Dissident Voice, Foreign Policy Journal, Al-Ahram, Arab News, Salem News, Intifada Palestine, Iran Review, Counter Currents, Turkish Weekly Journal, Intrepid Report e Ramallah Online.

Traduzione a cura di Marx21.it (18.10.2011):
http://www.resistenze.org/sito/te/po/in/poinbl18-009768.htm

Testo originale in inglese (13.10.2011):
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=27050



[1Vedi:
Terror attacks on Iranian nuclear scientists: MI6, Mossad, CIA”, Press TV, 2 dicembre 2010.