scritti politici

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Un articolo di Pepe Escobar
Come l’Occidente ha fatto man bassa in Libia

Il Ministero francese della difesa ha affermato che lo hanno preso con un aereo da combattimento Rafale che ha sparato sul convoglio. Il pentagono dice da parte sua che lo hanno preso con un Predator che ha lanciato un missile Hellfire.

23 ottobre 2011

Dopo che il colonnello Muammar Gheddafi, ferito, ha cercato rifugio in un condotto sotto un’autostrada – una eco sinistra del “buco” dove è stato trovato Saddam Hussein – è stato catturato dai “ribelli” del Consiglio nazionale di transizione (CNT). E in seguito debitamente finito.

Abdel-Jalil Abdel-Aziz, un medico libico che ha accompagnato il corpo di Gheddafi in un’ambulanza e lo ha esaminato, dice che è morto a causa di due proiettili, uno al petto, l’altro alla testa.

Il CNT – che ha divulgato menzogne, solo menzogne e niente altro che menzogne per mesi – giura che è morto nel corso di uno “scambio di colpi”. Sono in molti ad averlo potuto uccidere. Potrebbe essere stato Mohammad al-Bibi, un giovane di venti anni che sfoggiava un cappello da baseball dei New York Yankees ed ha posato per il mondo intero brandendo la pistola d’oro di Gheddafi – il suo biglietto da visita forse per aggiudicarsi i 20 milioni di dollari che sono stati fatti balenare per catturare Gheddafi “vivo o morto”.

E la cosa appare ancora più curiosa se si ricorda che si tratta esattamente di quello che la segretaria di stato USA Hillary Clinton, nel corso della sua visita-lampo a Tripoli, aveva annunciato 48 ore prima: Gheddafi deve essere “catturato o ucciso”. Clinton è stata accontentata. Apprendendo la notizia arrivatale sul suo BlackBerry, ha reagito nel solo modo che le è congeniale: “Wow!”

E ai vincitori, il bottino. Ci hanno messo mano tutti: L’Organizzazione del trattato dell’Atlantico del Nord (NATO), il Pentagono e il CNT. Nel momento stesso in cui è stata votata una risoluzione delle Nazioni Unite per imporre una zona di esclusione aerea sulla Libia, essa si è trasformata in un via libera per un cambio di regime. Il piano A è stato sempre quello di catturare o uccidere Gheddafi. Un omicidio mirato. E’ la politica ufficiale dell’amministrazione Obama. Non c’è mai stato un piano B.

Lasciatemi bombardare per proteggervi meglio

Come a proposito della R2P (“responsabilità di proteggere” i civili), chiunque abbia dubbi dovrebbe ascoltare la spiegazione data dal segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen: “La NATO e i suoi partner hanno applicato con successo il mandato storico dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per proteggere il popolo libico”. E chi volesse verificare sul campo in che cosa sia consistita la protezione dei civili da parte della NATO non ha che da saltare su di un pick-up e andare a Sirte, la nuova Fallujah.

Le reazioni sono state assai istruttive. Il burocrate del CNT, Abdel Ghoga, se l’è giocata “Colosseo dell’Impero romano”, proclamando: “I rivoluzionari hanno avuto la testa del tiranno”.

Il presidente USA Barack Obama ha dichiarato che con la morte di Gheddafi, “possiamo constatare la forza della leadership USA nel mondo”. Ciò che vuol dire: “l’abbiamo preso”, come ci si poteva aspettare, considerando anche che Washington ha pagato non meno dell’80% dei costi di questa operazione della NATO (più di un miliardo in tutto – che il movimento Occupy Wall Street potrebbe considerare più utile per creare posti di lavoro negli Stati Uniti). E’ strano che oggi dicano: “l’abbiamo fatto”, perché la Casa Bianca ha sempre affermato che questa non era una guerra, e che si trattava di qualcosa di secondario della quale non si era fatta carico.

Faceva comodo a questa strategia di politica estera che il maestoso vice-presidente USA Joe Biden fosse assai più esplicito di Obama: “In questo caso gli USA hanno speso 2 miliardi di dollari e nessuna vita. E’ una indicazione per capire come trattare le vicende del mondo nel futuro, in modo diverso dal passato”.

Mondo, adesso sai come l’Impero si comporterà con te a partire da oggi!

Sentite il mio amore umanitario

Allora felicitazioni alla “comunità internazionale” – che come tutti sanno è composta da Washington, qualche figura minore della NATO, dalle “potenze democratiche” del Golfo Persico: il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti (EAU). A questa comunità infatti è piaciuto il finale. L’Unione Europea (UE) ha salutato la “fine di un’era di dispotismo” – mentre ancora ieri accarezzava i bordi della tunica di Gheddafi. Oggi rinnegano sé stessi negli editoriali sul regno di 42 anni di un “buffone”.

Gheddafi sarebbe stato l’invitato più inopportuno alla Corte Penale Internazionale di La Haye, perché gli sarebbe piaciuto ricordare tutti i baciamani, i caldi abbracci e la mendicità dell’Occidente pur di concludere qualche buon affare dopo essere stato promosso “Mad Dog” (Ronald Reagan) e perfino “il nostro bastardo”. Si sarebbe concesso di raccontare in dettaglio da dove provengono tutti questi loschi opportunisti che oramai si presentano come “rivoluzionari” e “democratici”.

Quanto alla nozione di diritto internazionale, essa è caduta in un pozzo sporco almeno quanto quello in cui è stato trovato Gheddafi, o quello in cui si era nascosto, o era stato rinchiuso, il dittatore iracheno Saddam, che almeno ha avuto diritto ad un processo-farsa davanti ad una Corte di burattini, prima di incontrare il suo boia. Osama Ben Laden è stato semplicemente liquidato, un omicidio nel migliore stile dopo un’invasione territoriale del Pakistan. Gheddafi è stato il successivo, assassinato in un miscuglio di guerra aera ed assassinio diretto.

Potenti avvoltoi volteggiano nel cielo. Residente a Londra, Mohammed El Senussi, l’erede al trono libico (il re Idriss è stato rovesciato nel 1969) è pronto a tornare in primo piano, avendo già garantito che egli “è al servizio del popolo libico e che quest’ultimo deciderà ciò che vorrà”. Traduzione: voglio il trono. Egli è evidentemente il candidato favorito della dinastia contro-rivoluzionaria dei Saud.

E cosa dire di questi think-tank di Washington, somari che ripetono che questo è stato il “momento Ceausescu” della primavera araba? Se solo il dittatore rumeno avesse migliorato le condizioni di vita del suo paese – in termini di cure mediche gratuite, educazione gratuita, di prestiti per i giovani sposi, ecc – solo di una frazione di quanto Gheddafi ha fatto in Libia. Inoltre Nicolae Ceausescu non è stato destituito dai bombardamenti “umanitari” della NATO. Solo un morto cerebrale potrebbe bersi la propaganda dell’attacco “umanitario” della NATO, con 40.000 bombe e più che hanno devastato le infrastrutture della Libia riportandola all’età della pietra (Shock and Awe in versione rallentata). Questo non ha mai avuto niente a che vedere col famoso R2P (Right To Protect), il bombardamento implacabile dei civili a Sirte lo dimostra.

Come i quattro primi membri del BRIC sapevano anche prima del voto dell’ONU sulla risoluzione 1973, la NATO considera il Mediterraneo come il suo lago privato, e si trattava di una guerra dell’Africom contro la Cina e per la realizzazione di una base strategica-chiave. E i Francesi e gli Inglesi sperano bene di ottenere dei vantaggiosi contratti per sfruttare le risorse naturali della Libia a loro profitto. Era tempo che l’Occidente imponesse il suo interesse sulla primavera araba, dopo essere stato preso alla sprovvista in Tunisia e in Egitto.

Ascoltate i gemiti barbari

Benvenuti nella nuova Libia. Le milizie islamiste intolleranti trasformeranno la vita delle donne libiche in un inferno. Centinaia di migliaia di subsahariani – quelli che non sono riusciti a scappare – saranno implacabilmente perseguitati. Le ricchezze naturali della Libia saranno saccheggiate. La gran quantità di missili antiaerei rubati dagli islamisti costituiranno un motivo assai convincente perché la “guerra al terrorismo” nel nord dell’Africa diventi eterna. Scorrerà del sangue – il sangue della guerra civile, perché la Tripolitania non vorrà essere governata dalla Cirenaica.

Ai dittatori che sopravvivono un po’ dovunque, occorrerà una assicurazione sulla vita-NATO – Hosni Mubarak dell’Egitto, Zine el-Abidine Ben Ali della Tunisia e Ali Abdallah Saleh dello Yemen sono stati abbastanza intelligenti da farla. Noi sappiamo tutti che non ci sarà mai un R2P per liberare i Tibetani o gli Uiguri, o quelli che si trovano in quel gulag mostruoso che è il Myanmar, o il popolo dell’Uzbekistan, o i Curdi in Turchia, o i Pashtuni dei due lati della linea Durand, imperialmente fissata.

Noi potremo credere che il mondo sarà veramente cambiato il giorno in cui la NATO imporrà un divieto di volo sull’Arabia Saudita, per proteggere gli sciiti delle province orientali, e quando il Pentagono lancerà una raffica di missili Hellfire sui principi medioevali della Casa dei Saud.

Ciò non accadrà mai. Nell’attesa ecco la strada scelta dall’Occidente: un bombardamento della NATO, e mille barbari senza legge che piagnucolano. Siete disgustati? Regalatevi un busto di Guy Fawkes (cospiratore cattolico del XVII secolo che ha progettato di far saltare il Parlamento inglese) e immergetevi in questo inferno.

Pepe Escobar
Asia Times Online, 22 ottobre 2011.


Pepe Escobar è l’autore di
Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War(Nimble Books, 2007) eRed Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge”. Il suo nuovo libro, appena uscito, èObama does Globalistan(Nimble Books, 2009).