scritti politici

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Intervista di Angela Lano con il musicista e scrittore Gilad Atzmon
Gilad Atzmon: Israele e la sua propaganda

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18 novembre 2012

Angela Lano: Nel suo articoloColonna di nube biblicaha scritto che Israele cerca di vincere le elezioni a gennaio presentando una “catasta di cadaveri palestinesi”. Pensa che questa nuova operazione militare contro Gaza abbia motivi di propaganda?

Gilad Atzmon: Serve sicuramente per gli interessi politici personali di Netanyahu e di Barak. Secondo me questi due guerrafondai inizialmente avevano in mente un’operazione militare limitata, che però ora si sta aggravando, e, come in Libano nel 2006, sta sfuggendo al controllo. A causa di ovvie condizioni di distacco, gli israeliani non imparano mai dal passato.

Angela Lano: Perché i legislatori israeliani utilizzano riferimenti biblici nelle loro guerre contro Gaza?

Gilad Atzmon: Perché Israele è lo Stato ebraico, e la rabbia biblica aggiunge al sionismo e alla politica israeliana un significato “spirituale”.

Angela Lano: Sappiamo che molti di loro hanno un retaggio secolare.

Gilad Atzmon: Il secolarismo ebraico è un concetto particolare: è una religione non spirituale, senza Dio. Gli ebrei secolari non credono in Dio ma, molto spesso, uccidono in suo nome.

Angela Lano: La discussione pro-palestinese è profondamente infiltrata da elementi o da gruppi sionisti, lo si è verificato anche nella seconda e nella terza Freedom Flotilla. Come spiega un tale fenomeno?

Gilad Atzmon: Nel mio ultimo libro, The Wandering Who, affronto tale questione. Mi vengono in mente ragioni diverse.

1. Abbiamo a che fare con un’opposizione controllata: secondo la sinistra ebraica si ha il diritto di occuparsi di Israele purché non si ammetta che questo stato assassino si auto-definisce Stato ebraico. E possiamo discutere di Israele senza però ricordare che i suoi aeroplani sono decorati con simboli ebraici.

2. L’identità ebraica è un’identità tribale, e ciò vale sia per l’identità sionista che per quella anti-sionista. Sebbene gli ebrei non abbiano inventato il tribalismo, la cultura ebraica fornisce ai propri seguaci esiliati sofisticate tattiche di sopravvivenza politica. È difficile sorprendersi per quanto maggiormente uniti e organizzati siano gli ebrei cosiddetti “anti-sionisti” rispetto ai palestinesi in esilio o ad altri oppositori di Israele, se si considera che gli ebrei hanno praticato una ”identità politica da esiliati” per 3000 anni. Per i palestinesi l’esilio è una relativa novità.

3. Gli ebrei sono attratti da ideologie rivoluzionarie. Prendiamo la rivoluzione bolscevica: ho appreso di recente che il 25% dei combattenti internazionali che hanno affiancato l’armata repubblicana spagnola durante la guerra civile di Spagna erano ebrei.

Quindi, la domanda cruciale da porsi è se gli esponenti ebraici progressisti servono una causa universale e umanista, o se invece promuovono gli interessi ebraici. Nelle mie ricerche ho imparato che in molti casi l’ideologia ebraica “progressista” è ancora, fondamentalmente, un’ideologia giudeo-centrica.

Angela Lano: L’accusa di antisemitismo è un’arma che si è molto diffusa, e in molti la temono. Cosa possiamo fare per affrontare tale strumento di propaganda e tale “marchio della strega”?

Gilad Atzmon: Per quanto mi riguarda, guardo con sospetto a coloro che scagliano tali accuse, siano essi operatori ebraici tribali o sottomessi non ebrei sabbatici. Semplicemente, oggi non vi è alcun pericolo reale di antisemitismo nella società. Nessuno si oppone, oppure odia gli ebrei in quanto popolo, etnia, o cosiddetta “razza”, o entità biologica. Ma si può invece affermare che molti di noi si oppongono a molte forme della politica ebraica.

Angela Lano: Come vede il futuro prossimo della questione palestinese?

Gilad Atzmon: Quando vedo i palestinesi combattere così coraggiosamente sono molto speranzoso. Non credo che la solidarietà internazionale libererà la Palestina: i palestinesi si libereranno da soli. Ciò che possiamo fare è fornire ai palestinesi protezione etica e spirituale. Dobbiamo spiegare perché e per che cosa stanno combattendo.

Angela Lano: Come considera le “Primavere arabe”? Sono una “speranza di cambiamento” per milioni di arabi o sono una distrazione geo-politica controllata dagli Stati Uniti e da altri attori internazionali?

Gilad Atzmon: Finora la Primavera araba è stata in un certo senso deludente. Invece di rivolgere la lotta a Israele e all’imperialismo occidentale, abbiamo assistito finora a una lotta fratricida tra arabi. Credo che ci renderemo conto molto presto che i palestinesi non sono all’avanguardia in questa battaglia. Essi hanno l’unica capacità di unirsi, come tutti.

Angela Lano: Che cosa pensa dei media?

Gilad Atzmon: I media sono lo strumento principale dell’indottrinamento politico sionista. E la liberazione tarda a nascere.

Angela Lano
InfoPal, 17 novembre 2012.

Traduzione in italiano a cura di Stefano di Felice

Fonte:
http://www.infopal.it/gilad-atzmon-israel-and-its-widespread-propaganda/

Tutte le versioni di questo articolo:
- Gilad Atzmon: Israel and its widespread propaganda