scritti politici

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Il "Festival du Cinéma d’Attac" in solidarietà con Bahar Kimyongür

Il 21 novembre scorso, il giornalista belga Bahar Kimyongür, Direttore dell’Istituto internazionale per la Pace di Bruxelles, é stato arrestato in Italia dove doveva partecipare ad una conferenza internazionale sulla Siria.

11 dicembre 2013

B. Kimyongür è un amico e collaboratore di lunga data del nostro Festival. Ha sempre dato la sua disponibilità come moderatore nei dibattiti ed è stato presente alla 14° edizione del Festival del Cinema di Attac partecipando al forum sulla situazione in Medio Oriente che avevamo organizzato e che ha riscosso un grande successo.

Per queste ragioni il Festival del Cinema di Attac aderisce alla campagna internazionale per la sua liberazione.

Ricordiamo brevemente i fatti.

Bahar Kimyongür è stato fermato appena sceso dall’aereo su richiesta dell’Interpol, un arresto ordinato dalle autorità turche che da anni ne chiedono l’estradizione.

Il mandato di arresto si basa su accuse che sia la Giustizia olandese (Tribunale per le estradizioni dell’Aia nel 2006) che i tribunali belgi (Corte d’appello di Anversa nel 2008 e di Bruxelles nel 2009), hanno dichiarato essere infondate.
Ciononostante la persecuzione giuridica delle autorità turche contro Bahar Kimyongür non è mai cessata. In agosto in Spagna ed ora in Italia, Ankara continua a reclamare la sua estradizione, facendo si’ che il cittadino belga viva costantemente nell’insicurezza.

Malgrado tutto cio’ Kimyongür non si è mai arreso e continua a portare avanti il suo lavoro di militante e la sua vita familiare. Per noi è un simbolo di resistenza.

"Resistere non é un crimine" é il titolo di un film realizzato da Marie France Collard, Foued Bellali et Jerome Laffont nel 2007, un documentario che appunto racconta quel movimento di solidarietà straordinario che era nato all’epoca a sostegno di Bahar Kimyongür e di altri dieci militanti accusati di "terrorismo". Il Festival aveva presentato quel film in piu’ occasioni.

Oggi, noi dobbiamo manifestare la nostra solidarietà e far si’ che il governo belga faccia pressione sull’Interpol, ed esiga l’annullamento del mandato di cattura motivato dalla volontà di persecuzione politica.

In Belgio le reazioni sono state di sdegno, cento personalità hanno firmato la Carta Bianca pubblicata dal quotidiano "Le Soir". Tra queste, il Segretario generale della FGTB vallonia e il Segretario generale della CNE; i Presidenti della Lega francofona e della Lega fiamminga per i diritti umani; decine di professori delle università del nord e del sud del paese; rappresentanti del mondo artistico e culturale.

Martedi 26 novembre è stata organizzata una manifestazione davanti al Consolato d’Italia e il 1 dicembre davanti all’Ambasciata italiana.
Se anche voi, come noi, vi sentite indignati da questo arresto e dal mandato di cattura emesso dalle autorità turche, portate questi fatti a conoscenza di chi vi sta intorno e far si’ che cresca il movimento di protesta .

Jean-Claude Cols
Per il Festival del Cinema di Attac
4 dicembre 2013