scritti politici

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Shimon Peres scredita il Premio Nobel
Mordechaï Vanunu e il Premio Nobel per la Pace

Conservo un ricordo commovente di quel giorno del giugno 2006 dove, in un convento di Gerusalemme Est, di nascosto, ho incontrato Mordechaï Vanunu. Ho ammirato il misto di audacia e generosità che emanava lo sguardo blu intenso di questo resistente d’eccezione. Rapito da agenti del Mossad a Roma, il 30 settembre 1986, ha passato diciotto anni in prigione (*). Divieto di lasciare Gerusalemme e parlare con non Israeliani si rivolge qui al Comitato del premio Nobel per la pace.
- Silvia Cattori

6 aprile 2009


Mordechaï Vanunu

Cari membri del Comitato del premio Nobel della pace (Oslo),

sono Mordechaï Vanunu. Sono stato nominato varie volte alla candidatura al Premio Nobel per la Pace, anche per il premio di quest’anno 2009.

Con la presente, chiedo al Comitato di ritirare il mio nome dall’elenco dei candidati per quest’anno.

Non posso in effetti apparire su un elenco dei vincitori che includono qualcuno come Shimon Peres. Si tratta dell’uomo che ha presieduto a tutta la politica d’armamento nucleare israeliana.

Peres ha creato, quindi sviluppato, il centro di produzione di armi atomiche di Dimona, in Israele. Esattamente come lo ha fatto il dott. Khan in Pakistan, Peres è stato l’uomo dietro la proliferazione di armi atomiche verso il Sudafrica e altri paesi. È anche stato, ad esempio, all’origine del programma di test di armi nucleari in Sudafrica, a partire dal 1978.

È questi lo stesso Peres che ha ordinato che fossi rapito a Roma, in Italia, il 30 settembre 1986, e che ha sollecitato il processo segreto che mi ha condannato per spionaggio e tradimento a diciotto anni di prigione di massima sicurezza, in un isolamento totale, in Israele.

Fino ad oggi, continua ad opporsi alla mia libertà ed al mio rilascio, ciò nonostante il fatto che io abbia scontato la totalità della mia condanna, cioè diciotto anni di prigoionia.

Per tutte queste ragioni, non voglio essere nominato e non accetterò alcuna nomina.

Dirò “NO" a qualsiasi nomina, fino a quando non sarò libero, ovvero, fino a quando sarò obbligato a restare in Israele.

Ciò che rivendico è la mia libertà e soltanto la mia libertà.

Vi ringrazio.

Vanunu Mordechaï J.C.
Il 1° marzo 2009.

Rapito a Roma il 30 settembre 1986.
Dopo 18 anni nelle prigioni israeliane.
Aspettando a Gerusalemme-Est di essere libero di lasciare Israele.
Email. vanunuvmjc@gmail.com
http://www.vanunu.com

(*) Si veda l’intervista realizzata l’anno precedente: “Mordechai Vanunu: E’ perchè Israele possiede la bomba atomica che può praticare l’apartheid senza timore”, di Silvia Cattori, Réseau Voltaire.

Articolo tradotto per www.risorsetiche.it da Pocket-Brain (06.04.2009):
http://www.risorsetiche.it/master_available.php?id=5758&lang=ita

Testo originale in inglese (01.03.2009):
http://www.vanunu.com/20090301nobel.html