scritti politici

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Illuminazione sulla conferenza mondiale contro il razzismo a Ginevra
Quattro voci palestinesi

Perché non si può onestamente mettere in dubbio il razzismo di Israele?

La Conferenza d’esame di Durban, che si è svolta dal 20 al 24 aprile 2009 a Ginevra per valutare i progressi realizzati dalla “Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza che vi è associata” tenuta nel 2001 a Durban, è stata il teatro della divisione orchestrata dai paesi e le parti che rifiutano di considerare Israele come uno stato razzista che pratica la segregazione, e da parte dei paesi e le organizzazioni che non accettano un dibattito aperto sulle leggi e le politiche razziste di Israele riguardo i non ebrei.

Su pressione di alcuni paesi occidentali, l’Autorità palestinese ha accettato la soppressione di qualsiasi menzione della Palestina e di Israele. La menzione della “sorte del popolo palestinese vivo sotto l’occupazione straniera” che riconosceva “il diritto inalienabile del popolo palestinese all’autodeterminazione” è scomparsa dalla dichiarazione finale.

Abbiamo chiesto a molti eminenti palestinesi se fossero stati sorpresi di vedere la Francia, paese della dichiarazione dei diritti dell’uomo, prendere la testa delle altre delegazioni europee [1] per causare un confronto con il Presidente iraniano Ahmadinejad. E se, finalmente, questa conferenza contro il razzismo non appare come una nuova sconfitta per tutti coloro che, nel mondo, chiedono giustizia e riparazione?

Quattro palestinesi autentici hanno risposto a queste domande: il dott. Haidar Eid [2] che vive a Gaza, Hazem Jamjoum [3] che vive a Betlemme (Cisgiordania), Jamal Zahalka [4] che vive in Israele, e Omar Barghouti [5] che vive a Gerusalemme (Cisgiordania).

Haidar Eid: Noi, Palestinesi, ne abbiamo più che abbastanza cosiddetta “Comunità internazionale”. La conferenza d’esame di Durban a Ginevra è stata un fallimento? Ebbene, se crediamo ancora nella capacità dei governi occidentali, in particolare di quelli che hanno un passato coloniale, a svolgere un ruolo positivo riguardo ai diritti inalienabili del popolo palestinese, noi ci inganniamo. È sul potere dei popoli che dobbiamo contare, esattamente come è avvenuto contro la segregazione in Sudafrica, dove una campagna globale sostenuta da un boicottaggio, Disinvestimento e sanzioni, ha finito per forzare questi stessi governi a boicottare il regime razzista di Pretoria. Durban II ha ricordato che, con Bush o con Obama, l’impero resta lo stesso.

Una delle principali differenze tra i crimini commessi dal regime di segregazione sud africano e quelli commessi dal regime di segregazione israeliana è il modo in cui quest’ultimo può sfuggire ai suoi crimini, in un’impunità senza precedenti, come le imposture della conferenza d’esame di Durban ha ben dimostrato. Israele non avrebbe potuto condurre la sua guerra genocida contro la popolazione di Gaza senza il segnale verde della comunità internazionale.

L’idea di cittadinanza è completamente assente in Israele. Nel mondo “moderno” Israele è il solo stato nel quale la cittadinanza e la nazionalità sono due concetti distinti ed indipendenti. Israele non è lo Stato dei suoi cittadini, ma lo Stato “del popolo ebreo”; inoltre, Israele non ha costituzioni.

Così, ecco dei FATTI messi da parte da questi paesi che hanno boicottato, o deviati la Conferenza d’esame di Durban. Senza sorpresa, la maggior parte, se non la totalità, di questi paesi è, storicamente, sia razzista sia colonialista, o ha un passato schiavista.

Hazem Jamjoum: Globalmente, la conferenza è stata un passo indietro per la lotta mondiale contro il razzismo. In base alle critiche indirizzate alla conferenza del 2001 dagli Stati Uniti, Israele, Canada ed Europa, ed in base all’approccio adottato per questa conferenza d’esame, è sembrato chiaramente che, per l’ONU, la misura del successo era che la conferenza potesse soddisfare tutti gli STATI, a scapito della lotta contro i gravi problemi del razzismo, della discriminazione e della xenofobia. Come tali, qualsiasi menzione degli autori e vittime del razzismo sono state evitate dagli stati che, al posto, hanno messo l’accento “su temi”. Questo tentativo di soddisfare tutti gli Stati, ed in particolare alleviare Israele ed i suoi sostenitori, ha fatto si che la Conferenza mondiale contro il razzismo non è riuscita ad affrontare efficacemente la questione del razzismo.

Inoltre, come lo vedrete nei comunicati stampa di BADIL [6], l’ONU si è efficacemente opposto alle riunioni parallele che riguardano aspetti specifici del razzismo. Ciò include due riunioni parallele che riguardavano il legame tra la lotta palestinese contro il razzismo israeliano e di altre lotte antirazziste attraverso il mondo, e che miravano ad approfittare di queste riunioni per condividere e discutere l’analisi giuridica di Israele come uno Stato che ha commesso il crimine di segregazione così come a livello internazionale si riconosce, questa analisi si sviluppa rapidamente, in modo sempre più sofisticato. Molte delle riunioni parallele ufficialmente sancite che hanno parlato della questione del razzismo, compreso l’antisemitismo, sono state in seguito utilizzati come un mezzo per proteggere Israele da ogni critica denaturando la critica dello Stato di Israele come una forma di razzismo!

Sulla questione intesa ad accertare se ciò è stata una sconfitta, è la Nakba (espulsione di 800.000 palestinesi) del 1948 che è stata una sconfitta. La conferenza d’esame di Durban ha mostrato che il sistema internazionale continuava a funzionare, per quanto riguarda la Palestina, in gran parte nello stesso modo in cui aveva fatto nel corso degli ultimi decenni. Israele usufruisce dell’appoggio degli Stati Uniti e di altri stati molto potenti, cosa che ha permesso di proteggerlo da qualsiasi esame ed impedire ad altri attori di ritenerlo responsabile dei suoi crimini inumani.

Nel quadro d’esame di Durban, questi Stati ed istituzioni potenti hanno lavorato ad evitare un dibattito sul razzismo come causa dell’oppressione dei palestinesi, e sulla realtà ovvia che Israele sta commettendo il crimine di segregazione. I delegati europei che hanno lasciato la sala alla prima menzione di Israele hanno mostrato che una dinamica ancora più pericolosa è all’opera, che la parola “Israele” è diventata una parola che non si può pronunciare più in un contesto critico, qualunque esso sia. D’altra parte, i cittadini del mondo, la società civile mondiale, si rendono perfettamente conto dei crimini che Israele ha commesso, e continua a commettere, come lo dimostra la crescita del movimento internazionale per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni nei confronti di Israele fino a che non rispetta il diritto internazionale. Alla Conferenza d’esame di Durban, le organizzazioni della società civile hanno difeso la causa palestinese come la loro propria causa, che esse vengano dall’ Africa, dall’ Asia, dall’America latina ed anche dall’ Europa e dall’ America settentrionale - la solidarietà espressa nell’azione tra i membri della società civile mondiale è stata un successo molto commovente.

La Francia è fra gli stati che hanno provato a proteggere Israele da qualsiasi esame e da ogni critica; a questo proposito, il ruolo del governo francese non appare realmente come una sorpresa. La lotta continua, non soltanto per i palestinesi, ma anche per i francesi e gli altri popoli che lottano per la giustizia nelle loro Comunità. Non è per una casualità che i regimi che reprimono le voci dissidenti ed i movimenti per la giustizia sociale in Europa ed in America settentrionale sono gli stessi che sostengono attivamente la segregazione israeliana in Palestina.

Jamal Zahalka: Israele e gli Stati Uniti non sono riusciti ad impedire alla Conferenza di ratificare le decisioni di Durban I. È per questo che hanno deciso di boicottarla.

La delegazione palestinese (che rappresenta l’autorità palestinese con base a Ramallah), sotto pressione di Israele e di altri stati occidentali, ha anche accettato di eliminare ogni menzione di Israele. Ma non hanno ottenuto nulla in cambio; hanno perso due volte: questi paesi non hanno partecipato alla Conferenza e la Palestina non è stata citata.

I Palestinesi e gli Stati arabi non avrebbero dovuto accettare l’omissione di qualsiasi riferimento ad Israele ed alla Palestina. Hanno fatto un errore. Per questa ragione, penso che questa conferenza sia stata un mezzo-successo per quelli che lottano contro il razzismo in tutto il mondo, e per il popolo palestinese.

Gli Israeliani tentano sempre di orientare il dibattito con l’aiuto di numerose persone che lavorano per i loro interessi, per rendere il mondo incosciente della realtà in Palestina e delle sofferenze della popolazione, in particolare nella striscia di Gaza. Abbiamo visto i loro militanti in azione in occasione delle raccolte organizzate qui a Ginevra dal movimento sionista. Le organizzazioni sioniste hanno portato più un migliaio di militanti del mondo intero - per la maggior parte di paesi europei e degli Stati Uniti - ma non sono riusciti a soffocare la questione palestinese nel dibattito.

La tattica degli Israeliani a questa conferenza era di evitare ogni menzione dei palestinesi. Non volevano sostenere e rispondere a delle accuse per quanto riguarda i palestinesi. Volevano trasformare l’Iran nell’obiettivo di questa conferenza. Per questa ragione, Israele ed i suoi commilitoni sionisti volevano centrare il dibattito “sull’antisemitismo” e “l’olocausto”.

In questo modo, gli Israeliani hanno provato ad orientare di nuovo l’ordine del giorno della Cconferenza. Di conseguenza, a causa della politica israeliana, si può dire che questa conferenza riguardava il popolo ebreo e non le sofferenze del popolo palestinese. Ci sono riusciti in parte; per questa ragione, qualificherei questa conferenza un mezzo-successo. Non abbiamo ottenuto nulla, ma non abbiamo neppure perso tutto.

Le organizzazioni sioniste hanno qui compiuto tutti gli sforzi possibili per deviare l’attenzione dei mass media sull’Iran ed impedire ogni critica contro Israele. Ma ciò nonostante, le decisioni di Durban sono state un fallimento per Israele; non sono riusciti a fare abortire Durban: è il motivo per cui hanno boicottato la conferenza d’esame.

Ma alla fine, nessuno può evitare o ignorare la questione palestinese. Le dichiarazioni delle ONG sono state molto positive a sostegno della lotta dei palestinesi.

Quando la Francia ha lasciato la sala, seguita da altre delegazioni europee, era imbarazzata. Non avevano bisogno di essere d’accordo con ciò che Ahmadinejad diceva! Ogni paese ha la libertà di parola, come tutti i paesi europei; ogni rappresentante è libero di dire ciò che vuole, e tutte le delegazioni presenti all’ONU devono ascoltare.

I paesi occidentali devono argomentare in modo civile con ciascuno. Fare questo tipo di scena semplicemente perché Israele è stato citato nella dichiarazione del Presidente iraniano è deplorevole. Questo spettacolo era stato organizzato in anticipo. Quel che gli europei hanno fatto è stato di inviare un messaggio ai palestinesi; significa che assolvono il razzismo di Israele riguardo ai palestinesi. È questo messaggio che i palestinesi hanno ricevuto dal loro atteggiamento ingiusto.

Vorrei chiedere loro: perché non si sono espressi in modo così forte quando l’esercito israeliano stava massacrando i palestinesi a Gaza? Perché non erano offesi anche quando gli Israeliani hanno ucciso più di 1.400 palestinesi a Gaza, senza che essi facessero la minima dichiarazione! Così, ciò ci “dimostra” che non sono veramente pronti a dare una possibilità alla pace. Ciò ci indica che, con questo tipo di sostegno potente dei paesi occidentali al governo razzista israeliano - che è un Governo estremista - nulla può cambiare.

Non penso che il mondo occidentale possa continuare ad agire in questo modo. Spero che, dopo la loro imarazzata rappresentazione qui all’ONU, si mostreranno capaci di riconsiderare la loro posizione, ed adottare misure a favore della Palestina; altrimenti stanno dichiarando la guerra ai palestinesi. Devono trovare una forma d’equilibrio.

Omar Barghouti: È anzitutto una sconfitta per le Nazioni Unite e per il primato del diritto internazionale. Inclinandosi dinanzi alle pressioni americane ed israeliane, l’ONU sta perdendo un po’ più di ciò che può restare della sua credibilità. Il segretario generale delle Nazioni Unite appare sempre più come un dipendente subalterno del dipartimento di Stato degli Stati Uniti e come un avvocato incaricato di difendere o imbiancare le violazioni israeliane del diritto internazionale. Ciò può soltanto scalzare il ruolo determinante che le persone di coscienza ovunque nel mondo speravano di vedere svolgere dalle Nazioni Unite per portare la giustizia e la pace.

I rappresentanti europei alla conferenza d’esame di Durban hanno appena aggiunto un elemento teatrale alla loro complicità con i crimini israeliani ed alla loro ipocrisia, già rivoltanti, tali e quali come sono apparsi nel modo più chiaro lungo la sede illegale e la recente guerra criminale d’aggressione condotte da Israele contro Gaza. Da parte di dirigenti europei che hanno celebrato con il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, la “vittoria” di Israele a Gaza, non ci si poteva aspettare in nessun modo che difendessero lo stato di diritto o la morale. Il loro colpo di pubblicità a Ginevra ha semplicemente portato una nuova prova a carico della loro complicità con le gravi violazioni israeliane del diritto internazionale.

Che si sia, qui o là, d’accordo o no con le dichiarazioni del Presidente iraniano Ahmadinejad, non si può ragionevolmente trovare alcun difetto nella constatazione fattuale che egli ha fatto a Ginevra, quando ha qualificato il governo israeliano come un governo razzista. Come si potrebbe descrivere differentemente un governo, i cui principale ministri raccomandano la pulizia etnica della popolazione autoctona “non ebrea”, che impone un sistema di discriminazione razziale istituzionalizzata, o di segregazione [7], contro la minoranza palestinese dello stato, e che mantiene un regime coloniale radicato nel razzismo?

Relazioni successive sui diritti dell’uomo che emanano dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti hanno accusato Israele di “discriminazione istituzionalizzata” contro la minoranza palestinese. Gli Stati Uniti, certamente, non sono nella situazione di fare la lezione a chicchessia sui diritti dell’uomo, tenuto conto del loro sconvolgente scaffale giudiziario in Afganistan ed in Iraq, senza parlare del Vietnam, dell’America latina, di Hiroshima, ecc. Tuttavia, che il dipartimento di Stato degli Stati Uniti abbia accusato Israele di discriminazione razziale istituzionalizzata vuole dire molto, visto il sostegno incondizionato generale che gli Stati Uniti hanno fornito ad Israele per decenni.

Inoltre le relazioni delle agenzie delle Nazioni Unite, come pure delle principali organizzazioni di difesa dei diritti dell’Uomo, hanno costantemente accusato Israele di discriminazione razziale istituzionalizzata contro i suoi cittadini palestinesi. Allora, cosa vi era di nuovo o di inesatto nella dichiarazione di Ahmadinejad a Ginevra?

Silvia Cattori

Articolo tradotto per www.risorsetiche.it da Daniele C. (22.05.2009):
http://www.risorsetiche.it/master_available.php?id=5823&lang=ita

Articolo originale in inglese (30.04.2009):
http://www.silviacattori.net/article816.html



[1Il Sig. Sarkozy ha definito come “ambasciatore per i diritti dell’uomo” il Sig. François Zimeray, ben noto per il suo sostegno allo Stato di segregazione israeliana. Con il Sig. Bernard Kouchner egli è stato molto implicato nella destabilizzazione della conferenza. Il Sig. Kouchner e il Sig. Zimeray hanno adottato una posizione molto aggressiva alla conferenza d’esame di Durban mirando, ed intimidendo, coloro che volevano mettere la segregazione israeliana all’ordine del giorno.

[2Il dott. Haidar Eid che risiede a Gaza-Città, è professore associato alla facoltà di letteratura inglese dell’università Al-Aqsa, ed un analista e commentatore politico indipendente. È anche membro del Comitato di controllo della campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (http://PACBI.org) e membro fondatore del gruppo per un solo Stato democratico (http://odsg.org/co/).

[3Hazem Jamjoum è responsabile della comunicazione del “Centro Badil per i diritti dei residenti e profughi palestinesi” a Betlemme, Palestina, ed editore di al-Majdal, la rivista trimestrale in lingua inglese di Badil. Era presente a Ginevra.

[4Jamal Zahalka, nato nel 1955, è un politico arabo israeliano membro del Balad Party, eletto allo Knesset dal 2003 e rieletto nel 2006. Era presente a Ginevra durante la conferenza delle Nazioni Unite. http://www.knesset.gov.il/mk/eng/mk_eng.asp?mk_individual_id_t=756

[5Omar Barghouti è un analista politico e culturale indipendente palestinese i cui articoli sono apparsi in numerose pubblicazioni. È un membro fondatore della campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele, PACBI (http://www.PACBI.org), organizzazione implicata nella lotta della società civile per porre fine all’oppressione ed al conflitto in Palestina.

[6Vedere: http://www.badil.org/Publications/Press/2009/press501-09.htm
BADIL è un’organizzazione non governativa, con sede ad Bethléem, che mira a raggiungere una situazione dove i deportati ed i profughi palestinesi possano esercitare il loro diritto al ritorno nel quadro delle riparazioni e di una soluzione duratura. BADIL lavora per permettere al popolo palestinese di esercitare il suo diritto all’autodeterminazione, conformemente al diritto internazionale ed alle risoluzioni delle Nazioni Unite, in modo che tutti gli abitanti del paese possano usufruire della giustizia, dell’uguaglianza, della pace, e della sicurezza.

[7Vedere: “Omar Barghouti: Nessuno Stato ha il diritto di esistere come Stato razzista”, silviacattori.net, 22 gennaio 2008.