scritti politici

Français    English    Italiano    Español    Deutsch    عربي    русский    Português

La cantante israeliana guerrafondaia al Festival di Villa Ada
Noa: Una voce di morte

Venerdì 3 luglio, Noa terrà un concerto a Roma. Una lettera aperta agli artisti.

26 giugno 2009

NON UNITE LA VOSTRA VOCE A QUELLA DI NOA,
UNA VOCE DI MORTE AL FESTIVAL DI VILLA ADA

Lettera aperta

Cari artisti,
a gennaio, mentre i bombardieri, le navi da guerra e l’artiglieria israeliana rovesciavano sulla povera gente di Gaza migliaia di tonnellate di bombe, missili e fosforo bianco, Noa fece pubblicare una sua “lettera aperta” ai Palestinesi in cui scriveva: “Io so che nel profondo del vostro cuore desiderate la morte di questa bestia chiamata Hamas che vi ha terrorizzato e massacrato, che ha trasformato Gaza in un cumulo di spazzatura fatto di povertà, malattia e miseria”. Aggiungendo poi: “Posso soltanto augurarvi che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve esser fatto, e vi sbarazzi definitivamente da questo cancro, questo virus, questo mostro chiamato fanatismo, oggi chiamato Hamas. E che questi assassini scoprano quanta poca compassione possa esistere nei loro cuori e cessino di usare voi e i vostri bambini come scudi umani per la loro vigliaccheria e i loro crimini”.

L’augurio di Noa è stato esaudito, l’esercito israeliano si è "sbarazzato" di 1500 palestinesi, fra cui 400 bambini, fra cui oltre 100 donne, provocando anche più di 5000 feriti e riducendo Gaza a un cumulo di macerie.

Alla lettera di Noa ha splendidamente risposto il regista Udi Aloni, scrivendo a Noa: “Cara Achinoam Nini (è il vero nome di Noa), ho scelto di rispondere a te e non all’intera destra rabbiosa, perché credo che il tradimento del campo della pace superi il danno causato dalla destra di migliaia di volte. (...) Tu ruoti gli occhi, usi le tue parole d’amore al servizio dei tuo popolo conquistatore e chiedi ai Palestinesi di arrendersi con voce tenera. Tu dai ad Israele il ruolo di liberatore. Ad Israele - che, per oltre 60 anni, li ha occupati e umiliati.” E ancora: “Abbiamo coperto i loro cielo con i jet da combattimento, svettanti come angeli dell’inferno e seminando morte a caso. Di quale speranza stai parlando? Abbiamo distrutto ogni possibilità di moderazione e di vita in comune nel momento in cui abbiamo saccheggiato la loro terra, mentre eravamo seduti con loro al tavolo del negoziato. Possiamo avere parlato di pace, ma li abbiamo derubati anche degli occhi. Essi volevano la terra
data loro dal diritto internazionale, e noi abbiamo parlato in nome di Dio
.”

Oggi, dopo i 1.500 morti e gli oltre 5.000 invalidi provocati dall’operazione Piombo Fuso, la Striscia di Gaza è ancora assediata, è ancora impedito l’ingresso degli aiuti umanitari, non è ancora possibile iniziare a ricostruire le immani distruzioni provocate da quel “lavoro” che Noa tanto augurava.

Per questi motivi, il concerto di Noa a Villa Ada è una vergogna, e il fatto che sia stato organizzato all’insegna della pace e dell’incontro fra mondi diversi è un vergognoso inganno.

Se quegli ideali vi stanno a cuore, vi chiediamo di esprimere il vostro dissenso al Comune di Roma, alla Regione Lazio, all’ARCI e agli altri organizzatori e sponsor della manifestazione, per non essere vittime o complici di una ignobile speculazione sulla pelle di un intero popolo, il popolo palestinese, che vede negato da più di sessanta anni il proprio diritto alla vita, alla terra ed alla libertà.

Forum Palestina – Campagna Italiana per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS)
26 Giugno 2009.