scritti politici

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Intervista a Aymeric Chauprade
Il governo di Sarkozy epura chi non sostiene Stati Uniti e Israele

Curatore fin dal 1994 di pubblicazioni di scienze politiche e di libri di storia, e docente dal 1999 di geopolitica alla Ecole de guerre, Aymeric Chauprade è anche un consulente internazionale di grandi gruppi francesi e di governi per le questioni geopolitiche.
Ha pubblicato numerosi saggi, in particolare “Géopolitique, constances et changements dans l’histoire” /éd. Ellipses), ritenuto un manuale di riferimento e più recentemente “Chronique du choc des civilisations” (febbraio 2009, éd. Dargaud), che ha provocato il suo brutale allentamento dalla cattedra di geopolitica.

6 luglio 2009 | - : Israele Lobbies Francia

Aymeric Chauprade
Hugues Wagner: Lei è stato accusato di essere un partigiano della teoria del complotto. Perché?

Aymeric Chauprade: Tutto è iniziato con un articolo di Jean Guisnel nel periodico francese Le Point del 5 febbraio 2009, che ha chiesto la mia testa al ministro della Difesa perché avrei osato fare eco alle teorie non conformiste sull’11 settembre 2001. Il mio ultimo libro comincia infatti proprio con un capitolo sull’11 settembre. Ho voluto subito mostrare che lo scontro di civiltà è innanzitutto il fatto che una immensa parte dell’umanità, fuori dal mondo occidentale, non crede alla versione ufficiale fornita dal governo americano e che è diventata la versione obbligatoria dei media occidentali. In “Chronique du choc des civilisations” – che è un atlante di geopolitica mondiale e non un libro limitato all’11 settembre – propongo la sintesi (da p. 14 a 23 su un totale di 240 pagine, n.d.t.), a mia conoscenza la più completa che esista fino ad oggi, di quello che potrebbe essere uno scenario alternativo alla versione ufficiale. Non prendo posizione. . Espongo gli argomenti dei sostenitori dellea teoria del complotto e non traggo alcuna conclusione. Resto prudente. Ma il mio “crimine” è quello di aver presentato in maniera credibile e dunque convincente gli elementi che contraddicono la versione ufficiale.

Sono uno scienziato, prima di dedicarmi alle scienze politiche, ho studiato matematica e fisica. Per aver approfondito la questione(soprattutto negli USA) e per aver parlato molto con alcuni esperti francesi dei servizi d’informazione (che non parlano, ma pensano), posso dirle che nutro seri dubbi sulla versione ufficiale. Comunque non comprendo in nome di che cosa sarebbe vietato pensare a questa questione. Si può avere tutto il diritto di immaginare le peggiori cose sui musulmani o su non importa quale altra civiltà , ma, poiché qui si tratta degli Usa, e in particolare di Israele, è quasi un delitto contro l’umanità immaginare che dei cinici abbiano potuto concepire un tale crimine.

Hugues Wagner: Lei ha appena fatto sospendere dal tribunale amministrativo la decisione del ministro. Può insegnare di nuovo?

Aymeric Chauprade: Dopo un primo ricorso, ne abbiamo fatto un latro mostrando che la decisione minacciava la mia situazione economica personale. Il giudice del ricorso ha ritenuto che una libertà fondamentale, quella del diritto della difesa, era stata gravemente beffata. Sono capitato con un giudice indipendente e giusto, in una Francia sempre più censurata mediaticamente e politicamente. Anche quando tutto è censurato, bisogna credere alla Francia. Consequenza: teoricamente posso riprendere ad insegnare i miei corsi. In pratica, però è più complicato. Il ministero della Difesa dovrà dire chiaramente quale colpa ho potuto commettere. In realtà tutti sanno che la vera ragione del sollevamento dal mio incarico consiste nel fatto che ero l’ultimo rappresentante, nelle istituzioni francesi, della linea gollista in politica estera.Sono per un mondo multipolare e non per questa folle politica dell’ “Occidente contro tutti” di chi è attualmente al potere in Francia.

Hugues Wagner: Come hanno reagito i suoi studenti e i suoi colleghi, in particolare quelli del Collegio militare superiore del Marocco, dove lei insegna?

Aymeric Chauprade: Sono stato molto colpito dai numerosissimi attestati di solidarietà che ho ricevuto. Non solo da parte della gran parte degli ufficiali francesi dell’Ecole de guerre, ma anche da parte dei loro colleghi stranieri. Gli stagiaires africani, in particolare, ed anche arabi erano molto irritati. Ho ricevuto più discretamente testimonianze di amicizia provenienti dai paesi asiatici. La mia defenestrazione è stata giudicata come la manifestazione evidente della rottura della Francia con i fondamenti della politica estera di equilibrio. Aspetto di vedere che cosa farà il Collegio delle forze armate reali del marocco. Ci insegno da sei anni, con soddisfazione. A Rabat piaceva la mi liberta dì’espressione. Sono stato assunto direttamente dal governo marocchino e non da quello francese. Mi aspetto che non ci sia alcun cambiamento, nonostante le pressioni ;il Marocco non è più un protettorato.

Hugues Wagner: Qual è suo pensiero riguardo alla reintegrazione della Francia nel Comando dell’Alleanza atlantica?

Aymeric Chauprade: E’ contraria agli interessi francesi: su questo tema c’è stato poco dibattito in Francia. Sono stupito nel dover constatare fino a che punto i media francesi siano censurati dai centri d’influenza americani ed israeliani che hanno neutralizzato precisamente ogni possibilità di dibattito. Sull’uscita dal Comando, nel 1966, c’era un consenso di destra e di sinistra. Il “valore aggiunto” della Francia sulla scena internazionale risiedeva in parte su questa posizione singolare, su questa eredità della terza via, oso dire di non allineamento, giacché se la Francia è Occidente, essa non deve ridurre la sua politica mondiale ad una politica occidentale. La sua vocazione è quella di difendere l’equilibrio multipolare, affinché tutte le civiltà abbiano il proprio spazio.

Hugues Wagner: Un’alleanza è diretta contro un obiettivo. La Russia, la Cina, l’Iran, il terrorismo?

Aymeric Chauprade: Gli Americani hanno rimpiazzato la lotta contro il comunismo con quella contro il terrorismo. Questa nuova ideologia mira a coalizzare i vecchi alleati della Guerra fredda. Logicamente, avrebbe dovuto esserci una Europa potente dopo ola Guerra fredda. Ora, che abbiamo invece oggi? Certamente un’Europa economica, ma geopoliticamente parlando una componente di un blocco translantico dominato dagli USA. Il presidente Chirac ha tentato di opporsi a ciò con il suo coraggioso atto , nel 2003, riguardo all’Iraq. Sono convinto che quello che egli sta attraversando è una conseguenza del 2003. Gli Americani si sono detti: “I Francesi si sono opposti sull’Iraq: è un fallimento, cambiamo le cose in Francia ed e loro domani non si opporranno sull’Iran”

Hugues Wagner: L’ex primo ministro francese Dominique de Villepin ha dichiarato che la NATO era “totalmente sotto controllo americano”. E’ della stessa opinione?

Aymeric Chauprade: Ha ragione. Villepin è stato l’onore della Francia al tribunale dell’ONU nel 2003. Oggi, come altri, ha ragione nel ricordare questa evidenza: dopo la sparizione del Patto di Varsavia, la NATO avrebbe dovuto dissolversi. Non è stata sciolta, perché, negli anni 90, per Stati Uniti costituiva una priorità rafforzarla ed estenderla. L’organizzazione dell’europa centrale e orientale va di pari passo con l’allargamento dell’Unione Europea. E gli Americani, vedendo che la Germania spingeva per ricostruire il proprio spazio d’influenza con lo smsbramento della Jugoslavia, hanno compreso che esisteva la possibilità di una guerra potenziale suscettibile di dare una ragione di esistenza per la NATO. Con la Jugoslavia, la NATO è scivolata verso la guerra d’ingerenza maniche-umanitaria…

Hugues Wagner: Corrisponde al vero il fatto che lei difende una teoria dello scontro di civiltà, in particolare tra l’Europa (Russia iclusa) e l’Islam?

Aymeric Chauprade: Le civiltà costituisco un fattore importante della Storia, ma non riduco la Storia allo scontro di civiltà. Le civiltà esistono, non lo si può negare. E nei tempi lunghi, la problematica della gerarchia del potere tra le civiltà è una realtà. L’Occidente europeo è diventato un motore della mondializzazione del XVI secolo ed ha soppiantato l’Islam, aggiradolo grazie alle grandi rotte marittime che hanno permesso di raggiungere l’Asia. Oggi, forse, l’Asia è sul punto di prendere la guida della mondializzazione e quelloc he ci minaccia è una guerra dell’America che non accetta il suo declassamento. Jacques Sapir sostiene, molto intelligentemente, che se l’America non riesce più a imporre l’ordine americano, essa allora creerà il disordine… Credo che a questa realtà. Quindi non si tratta dell’Isla e dell’Europa; questi rapporti di forza tra civiltà esistono anche tra i Cinesi e gli Indiani, tra Indiani induisti e musulmani, ecc.

Credo che gli Europei e i Russi abbiano un destino comune da costruire e che debbano instaurare un rapporto equilibrato con il mondo musulmano. La Francia deve sviluppare una politica araba intelligente equilibrata. I Russi hanno l’esperienza dell’Islam caucasico e centroasiatico fin dal XVIII secolo, mentre gli Americanio non lo comprendono.

Hugues Wagner: Alcuni pretendono che lei sia vittima di una campagna di epurazione condotta da una cercha neoconservatrice vicina la potere come lo sarebbero stati il giornalista Richard Labévière dell’RFI, o Moktar Gaoud e Agnés Levallois di France 24…

Aymeric Chauprade: Non è una supposizione, è un fatto accertato. La Francia è sul punto di vivere un’epurazione dolce e oscura (pensi al mio caso: quando ho vinto contro un ministro, nessun quotidiano nazionale ha pubblicato la notizia) di tutti coloro il cuio pensiero va contro gli interessi di Israele e degli Stati Uniti. Può sembrare difficile da credere, tuttavia è la verità. Che si tratti di gente di sinistra o della destra conservatrice , tutti quelli che “cadono” hanno un punto in comune: le loro analisi non vanno nel senso degli interessi americani e israeliani.

Hugues Wagner
Afrique Asie – Giugno 2009