scritti politici

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Silvia Cattori
 
Crimini israeliani a Gaza
Gaza: Madri palestinesi inorridite di fronte alla nascita di bambini deformi
12 ottobre 2009 | L’annuncio da parte del Ministero della Sanità, sotto l’autorità del governo eletto di Hamas, ha seminato il terrore in questi giorni a Gaza. Infatti, dieci mesi dopo la guerra lanciata dal governo israeliano contro la popolazione - guerra cinicamente chiamata "Piombo fuso” dagli strateghi militari di Tel Aviv – le donne palestinesi che vivono nelle aree colpite dai bombardamenti stanno dando alla luce bambini malformi.


La lotta di Miguel d’Escoto Brockmann alle Nazioni Unite
La "responsabilità di proteggere": la legittimazione dell’ingerenza?
27 settembre 2009 | La "comunità internazionale" – come dire, in pratica, gli Stati occidentali – non si sono mai dimostrati capaci di proteggere le popolazioni minacciate dalla carneficina di massa. Prima della conclusione del suo mandato, il Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il signor Miguel d’Escoto Brockmann (*), molto preoccupato dalla nuova dottrina denominata "responsabilità di proteggere" – presentata dalle grandi potenze come un mezzo per prevenire i crimini di massa – ha invitato alle Nazioni Unite intellettuali di primo piano, come Jean Bricmont e Noam Chomsky, per discutere sull’argomento.


Le liste nere, scandalo delle Nazioni Unite
Il Consiglio di Sicurezza ha ritirato il nome di Youssef Nada dalla lista nera
25 settembre 2009 | Ingiustamente associato al "terrorismo", sottoposto per otto anni dal governo svizzero a sanzioni arbitrarie del Consiglio di Sicurezza, l’ingegnere Youssef Nada ha lottato coraggiosamente per la giustizia. Il comitato per le sanzioni dell’Onu ha dovuto finalmente battere in ritirata: il 23 settembre 2009, ha dovuto infatti ritirare il nome di Nada e quella della sua azienda dalla lista degli indagati di associazione con il terrorismo. Tuttavia, se la grande vittoria che Nada ora finalmente incassa gli rende l’onore e pone termine alle sofferenze e alle umiliazioni patite, la sua battaglia contro gli intriganti, il cui comportamento inqualificabile ha aggravato il suo caso, è non ancora completata.


Guantanamo
Sami El Haj fonda il “Centro giustizia per Guantanamo”
10 agosto 2009 | Noi abbiamo avuto il privilegio di incontrare, il 29 luglio 2009, Sami El Haj, questo giornalista e cameraman di Al Jazeera, di nazionalità sudanese, imprigionato per oltre 6 anni a Guantanamo, che era di passaggio a Ginevra. Ha annunciato, in questa occasione, la creazione dell’organizzazione umanitaria “Centro giustizia per Guantanamo”, (Guantánamo Justice Centre) che presiede, ed il cui quartier generale avrà sede a Londra, come dirà nella conferenza stampa che terrà il 30 luglio in questa capitale. Questa ONG sarà diretta dal vecchio prigioniero britannico Moazzam Begg in qualità di segretario generale ed avrà una rappresentazione a Ginevra ed a Parigi.


Intervista a Paul-Éric Blanrue
Sarkozy ovvero la sovranità nazionale in pericolo ?
20 luglio 2009 | « Se il libro di Paul-Éric Blanrue, Sarkozy, Israël et les juifs (*) arriverà ad essere diffuso, farà epoca. È la prima opera che punta i riflettori su quei gruppi di pressione che, evidentemente, vogliono agire nell’ombra anche se la loro influenza diviene sempre più evidente a partire dall’elezione di Sarkozy », osserva il fisico belga Jean Bricmont (**). Perché, se il libro è distribuito in diversi paesi ed è stato già tradotto quattro volte, esso non è ancora diffuso nel paese dell’autore, la Francia !


Le esazioni dei servizi di spionaggio di Mahmoud Abbas
Un giovane uomo muore sotto tortura in una prigione palestinese
2 luglio 2009 | Apprendiamo che un palestinese, Haitham Abdallah Amr, di 33 anni, non è riuscito a sopravvivere alle violenze ed alla sevizia dei suoi torturatori palestinesi, a Hébron, in una prigione del servizio di spionaggio dell’illegittima autorità palestinese di Mahmoud Abbas.


Illuminazione sulla conferenza mondiale contro il razzismo a Ginevra
Quattro voci palestinesi
22 maggio 2009 | Perché non si può onestamente mettere in dubbio il razzismo di Israele? La Conferenza d’esame di Durban, che si è svolta dal 20 al 24 aprile 2009 a Ginevra per valutare i progressi realizzati dalla “Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza che vi è associata” tenuta nel 2001 a Durban, è stata il teatro della divisione orchestrata dai paesi e le parti che rifiutano di considerare Israele come uno stato razzista che pratica la segregazione, e da parte dei paesi e le organizzazioni che non accettano un dibattito aperto sulle leggi e le politiche razziste di Israele riguardo i non ebrei.


Intervista a Thierry Meyssan
Dal G20 a Durban II, i retroscena
27 aprile 2009 | Sullo sfondo della crisi economica e finanziaria, dal G20 a Durban II, i vertici e le conferenze internazionali si susseguono senza che i media dominanti ci illuminino molto su ciò che vi si discute e vi si decide veramente. Silvia Cattori ha chiesto a Thierry Meyssan il suo giudizio sull’evoluzione dei rapporti di forza indotta da questa crisi e della politiche messe in opera dagli Stati Uniti e dalla finanza anglosassone per mantenere la loro preminenza.


Occupazione israeliana e collaborazione
“Noi non vogliamo la guerra”
8 aprile 2009 | Amnesty International ha affermato, il 10 febbraio 2009, che, dall’inizio della guerra israeliana a Gaza, le forze di Hamas avrebbero assassinato una ventina di palestinesi sospettati di collaborare con Israele.


Arringa per la giustizia
“Nel nome dell’uomo”, un film di Andrea Canetta
1 marzo 2009 | L’opera commovente del regista Andrea Canetta “Nel nome dell’uomo ” dovrebbe essere portata a conoscenza di milioni di spettatori. Tuttora solo alcune migliaia di persone hanno avuto il privilegio di vedere questo film, onesto e sincero, che racconta l’odissea di Youssef Nada.


Le radici profonde del terrore esercitato dallo Stato ebreo
Israele: Stato patologico?
30 gennaio 2009 | La creazione dello stato d’Israele nel 1948 è accompagnata dalla pulizia etnica di più di 750.000 palestinesi (*) – ossia più della metà della popolazione natia- cacciati dalle loro città e dai loro villaggi, sia con la forza sia con la paura generata dai massacri internazionali dei civili, come quello del villaggio Deir Yassin. Da allora, per sessanta anni, dai massacri di Sabra e Shatila nel 1982 alla carneficina che si svolge oggi a Gaza –passando per la distruzione del campo profughi di Jenin e per quella delle infrastrutture palestinesi della Cisgiordania nel 2002, dai massacri nei campi profughi di Jabaliah nel 2005, nel 2006, e nel marzo 2008, ai massicci bombardamenti in Libano nel 2005- Israele non ha smesso, con il pretesto di «difendersi», di arrecare morte e devastazione ai suoi vicini, con le armi da fuoco della sua aviazione, della sua marina e dei suoi (...)


Solidarietà : come impedire il prossimo massacro israeliano ?
Più azione politica al di fuori della Palestina !
27 dicembre 2008 | Se i responsabili della solidarietà internazionale continuano a fuorviare i militanti con analisi errate e azioni inefficaci, non potranno impedire il prossimo, ancor più terribile, massacro in Palestina. Alla luce della spaventosa carneficina che ha appena colpito Gaza, gli appelli degli analisti palestinesi che qui (*) si esprimono, assumono un senso tragico. Non c’è un minuto da perdere. È importante che i militanti consacrino ogni loro energia per agire nei confronti dei loro governi e costringerli a mettere fine alla scandalosa impunità di cui gode Israele. Il parlamentare europeo Giulietto Chiesa dice la medesima cosa (**) : « I viaggi di solidarietà, il turismo solidale in Palestina non funziona. Io so che è qui, da noi che dobbiamo agire se vogliamo avere un peso sui fatti ! (...)


Un dovere di verità
Islam : Il nemico inventato
24 novembre 2008 | «Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo ». (*)


La testimonianza di un parlamentare iracheno
L’orrore delle carceri segrete irachene
18 novembre 2008 | Questo è il regno della paura e del terrore in Iraq. Dal 2003, almeno 380.000 uomini, donne e bambini, sono stati brutalmente strappati alle loro case per essere rinchiusi in centri di detenzione e di tortura. Secondo le Nazioni Unite, 50.000 persone sono ancora detenute dalle forze di occupazione e dai loro alleati in Iraq. Ma queste cifre potrebbero aumentare in un contesto di crescente odio etnico in cui le prigioni segrete sono luoghi incontrollati, e l’umiliazione e la tortura sono un’istituzione.


Intervista a Balthasar Glättli
La minaccia del terrorismo è un pretesto per limitare le libertà
1 settembre 2008 | La Confederazione, al pari di altri Paesi europei, non ha mai subito alcun attentato di matrice islamica. Eppure tutti si allineano alle direttive degli Stati Uniti ed enfatizzano una presunta minaccia terroristica per entrare in guerra e autorizzare i servizi segreti a sorvegliare più intensamente e in maniera sistematica i propri cittadini. Balthasar Glättli, 36 anni, parlamentare di Zurigo, racconta in quest’intervista come ha scoperto di essere sorvegliato e schedato dai servizi segreti e invita ogni concittadino a verificare di non esserlo.


Guerra contro il « terrorismo »
La dolorosa storia di Youssef Nada
18 agosto 2008 | Con la copertura della lotta « anti-terrorismo » gli stati Uniti e l’Unione Europea hanno accordato poteri illimitati ai servizi segreti e alle polizie. Misure eccezionali, al di fuori di qualsiasi prerogativa giudiziaria, attuate provvisoriamente nel 2001, sono divenute permanenti. Da settembre 2001, almeno 80.000 persone, soprattutto di religione musulmana, sarebbero state rapite, rinchiuse in prigioni segrete, torturate da agenti CIA e FBI. Centinaia d’altre persone sono state inscritte sulla « lista nera » dell’ONU. Com’è successo all’uomo d’affari Youssef Nada, 77 anni, cittadino italiano di origine egiziana. Accusato da G.W Bush di finanziare al-Qaeda, dopo due indagini chiuse con un non luogo a procedere, il signor Nada non riesce a far radiare il suo nome dalla « lista nera » (*). I suoi averi restano congelati, gli è vietato ogni viaggio fuori dai confini nazionali. Non può uscire da Campione – enclave italiana in territorio svizzero – dove Silvia Cattori è andata per (...)


A proposito della « sicurezza di Israele »
No, Signor Sarkozy, è la sicurezza dei Palestinesi ad essere minacciata
7 luglio 2008 | « Israele ha il diritto di difendersi », ecco quello che da anni sentiamo ripetere fino alla nausea da pressoché tutti i dirigenti dell’Europa e degli Stati Uniti. Ed ora, con accresciuta insistenza, dal signor Sarkozy. Nel suo discorso del 23 giugno 2008 davanti alla Knesset, egli ha dichiarato : « La Francia non transigerà mai sulla sicurezza di Israele » (*).


Israele, stato canaglia?
I soldati di Israele hanno fatto di Gaza una tomba
21 aprile 2008 | "Ciò che Israele fa subire ai Palestinesi è un abominio" ha dichiarato l’ex Presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, in occasione del suo recente tondo in Medio Oriente.


Israele e i crimini del suo esercito protetti
Bruno Guigue l´onesto sanzionato
26 marzo 2008 | Il signor Bruno Guigue, viceprefetto di Saintes, è stato recentemente destituito per aver diffuso, sul sito Oumma.com, un articolo intitolato « Quando la lobby filo-israeliana si scatena contro l´ONU ». Del resto, Guigue ha pubblicato numerosi libri sul conflitto arabo-israeliano e sulla situazione nel Vicino Oriente (*) e le sue opinioni su questo argomento sono note.


INTERVISTA A AHARON SHABTAI
«Israele, ospite d’onore ai Saloni del libro di Torino e Parigi deve essere boicottato»
26 febbraio 2008 | In Italia, la notizia della partecipazione di scrittori israeliani alla Fiera del Libro di Torino (*), dove Israele sarà ospite d’onore, ha suscitato immediatamente un’ondata di proteste e molti intellettuali hanno sottoscritto l’appello al boicottaggio lanciato da associazioni di scrittori palestinesi, giordani ed egiziani. Curiosamente, in Francia non ha suscitato clamore il medesimo invito a partecipare al Salone del Libro di Parigi. Tra i quaranta scrittori invitati, solo il poeta Aharon Shabtai ha respinto l’invito. In questa intervista Shabtai spiega perché bisogna boicottare queste manifestazioni – che qualifica come occasione di propaganda per Israele – così come ogni altro avvenimento culturale che celebri lo Stato ebraico.


Le conseguenze delle legislazioni antiterrorismo sul semplice cittadino
Jean- Claude Paye : Sorveglianza di regime
15 febbraio 2008 | Nel dicembre 2005, i media degli Stati Uniti hanno rivelato che la NSA, un’agenzia che ufficialmente ha compiti di spionaggio estero, aveva intercettato le conversazioni telefoniche di cittadini americani. Un anno dopo gli stessi media hanno rivelato che la NSA aveva schedato milioni di comunicazioni e che la CIA sorvegliava tutte le transazioni finanziarie internazionali. In Europa, nell’indifferenza generale, una legislazione che impone la conservazione dei dati personali è già stata adottata dai parlamenti nazionali. Mentre negli Stati Uniti i media si sono mobilitati e le organizzazione per la difesa della libertà individuale hanno condotto una campagna contro queste norme, senza tuttavia riuscire a suscitare una mobilitazione popolare, in Francia e in Germania progetti di legge analoghi, che permettono alla polizia di introdursi nei computer delle persone sospettate di terrorismo, non hanno praticamente suscitato reazioni. In questa intervista il sociologo belga Jean-Claude Paye (...)


Contro l’apartheid e la soluzione dei due Stati
Omar Barghouti: "Nessuno Sato ha il diritto di esistere come Stato razzista"
22 gennaio 2008 | Omar Barghouti appartiene a quella nuova generazione d’intellettuali palestinesi che non ha mai aderito alla soluzione "due popoli, due Stati" e che chiamano al boicottaggio, al disinvestimento e alle sanzioni (BDS) nei confronti di Israele. Fautore di uno Stato laico e democratico dove Palestinesi e Israeliani divideranno uguali diritti, una volta che siano state corrette le ingiustizie storiche e riconosciuti i diritti dei rifugiati, Barghouti concede un’intervista a Silvia Cattori nella quale esprime il divario tra il suo popolo ed i suoi dirigenti riconosciuti a livello internazionale.


Il Trattato di Lisbona
Anne-Marie Le Pourhiet : «L’Unione Europea è antidemocratica»
20 dicembre 2007 | Quanti pensavano che l’Unione Europea fosse un’istituzione democratica, rispettosa delle leggi costituzionali di ciascun Paese nonché delle rigide procedure per modificarle, davano per scontato che il Progetto di Costituzione europea fosse morto da tempo. Il Trattato Europeo, detto anche Trattato di Lisbona, dal nome della capitale dove i governi europei si sono radunati non già per approvarlo, ma per ratificare a scatola chiusa un’approvazione decisa a porte chiuse dalla citata combriccola dell’Unione, sancisce quindi la fine della democrazia. O forse ne conferma la fine: è quanto sostiene Anne-Marie Le Pourhiet, docente di diritto pubblico all’Università Rennes-I, intervistata dalla giornalista svizzera Silvia Cattori.


Fine delle sovranità e delle libertà in Europa
Jean-Claude Paye: «Le leggi antiterrorismo. Un Atto constitutivo dell’Impero»
12 settembre 2007 | Le leggi « antiterrorismo » imposte dagli Stati Uniti sono servite a gettare le basi sulle quali si costruisce un nuovo ordine di diritto, osserva il sociologo belga Jean-Claude Paye. Esse si applicano ormai in tutti gli Stati europei. Ogni comune cittadino europeo può, oggi, essere sorvegliato nel proprio paese da servizi segreti stranieri, essere designato come un « nemico combattente », essere consegnato ai torturatori della CIA ed essere giudicato da commissioni militari statunitensi.


Manipolazione dell’opinione pubblica
Giornalisti legittimano massacri di bambini palestinesi da parte di Tsahal
8 settembre 2007 | Il nostro mondo é in pieno imbarbarimento. Ogni giorno ci fornisce delle immagini atroci di bambini e di adulti fatti a pezzi, carbonizzati, ridotti a brandelli dalle terrificanti armi da guerra utilizzate in Irak, in Afghanistan, in Palestina. Queste immagini di bambini coperti dal loro sangue, amputati, che gemono su letti di ospedali che non hanno nulla per curarli, nessuno può accettarle. E tuttavia, molti corrispondenti stranieri presenti sul terreno sembrano non aver nessun problema ad accettare queste immagini. Quasi non ne parlano. Del resto, quando ne parlano, le nostre società “civili” sembrano abituarvisi.


Intervista a Hedy Epstein
Israele : “Non ero preparata a tutti gli orrori che ho visto”
14 giugno 2007 | Hedy Epstein, 82 anni, nata a Friburgo in Germania nel 1924 (*), ha vissuto a Kippenheim, un villaggio a circa 30 km a nord di Friburgo. E’ l’unica figlia di genitori morti nei campi di sterminio nazisti. E’ una donna infaticabile che lavora per i diritti umani e la dignità di tutti. Hedy decise di visitare la Palestina nel 2003. E’ tornata terribilmente sconvolta da quanto ha visto : donne e bambini indifesi, palestinesi chiusi in ghetti, un popolo intero brutalizzato.


Intervista a Greta Berlin
Greta Berlin: "Perché salpiamo per Gaza"
6 giugno 2007 | Greta Berlin, 66 anni, è una donna d’affari americana di Los Angeles. Ha due figli palestinesi-americani ed è stata in Palestina occupata due volte negli ultimi quattro anni con l’International Solidarity Movement. Greta Berlin appartiene al gruppo Donne in nero ed è una delle tante persone che hanno organizzato un progetto insolito: navigare verso Gaza con una nave. La loro intenzione é di sfidare l’affermazione delle autorità israeliane che pretendono che Gaza non è piu un territorio occupato. Nell’intervista che ha concesso al Réseau Voltaire, Greta Berlin spiega le ragioni di questa coraggiosa spedizione.


Intervista con Jean Bricmont
"La legge Gayssot e’ una regressione giuridica di molti secoli"
16 maggio 2007 | Professore di Fisica Teorica alla Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, Jean Bricmont è anche scrittore. E’ un acceso difensore della libertà d’espressione, quali che siano le idee difese, fino a che non cadono nell’insulto o nella diffamazione. Egli ritorna sulla censura come mezzo di oppressione dei deboli e di potere per i potenti, come nel caso del dibattito sulle caricature di Maometto e cita il caso Chomsky, la legge Gayssot e il pericolo che questa rappresenta per la libertà di espressione.


Intervista a Hans-Christof von Sponeck
Coinvolgimento delle Nazioni Unite nei crimini di guerra
16 marzo 2007 | Per Hans Christof von Sponeck, ex assistente segretario-generale dell’ONU, le Nazioni Unite, invece di garantire il rispetto per il diritto internazionale ed il consolidamento della pace, sono diventate esse stesse un fattore d’ingiustizia. Così, le sanzioni economiche imposte a Saddam Hussein in Iraq hanno provocato un disastro umanitario, mentre trattati come quello di non-proliferazione nucleare sono usati per assicurare il dominio di certe potenze e minacciarne altre. È ora di cambiare completamente il sistema.


Polvere negli occhi per abbellire Israele
Tsahal o il mito dell’esercito "piu’ morale del mondo"
20 febbraio 2007 | In Israele le persone sono generalmente molto fiere del loro esercito. Le autorità israeliane si sono sempre premurate a presentarlo come puro, nobile, unico e ripetere che è "l’esercito più morale del mondo". Tsahal (Forza di difesa israeliana) non è un esercito di difesa, come indica il suo nome, ma un esercito offensivo, xenofobo, responsabile della più vasta epurazione etnica e della più lunga occupazione militare del mondo moderno.



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