8 maggio 2012 | La Siria martirizzata non è mai stata lontana dalla battaglia per il gas nel mondo in generale, e del Medio Oriente in particolare. Nel momento in cui sembra esserci un collasso della zona euro, insieme ad una gravissima crisi economica che ha portato gli Stati Uniti ad avere un debito di 14.940 miliardi di dollari, vale a dire il 99,6 % del PIL, e dove la loro influenza è minima di fronte alle potenze emergenti come Cina, India e Brasile, è diventato assai chiaro che il potenziale del potere non risiede più nell’arsenale nucleare militare, ma piuttosto si trova nei porti di esportazione dell’energia. E questo è ciò che meglio spiega la battaglia russo-americana.
1 aprile 2012 | Il Consiglio nazionale siriano (CNS) sta cominciando a chiudersi in se stesso mentre Damasco ha dimostrato di esser assai resistente alla tempesta. Sin dall’inizio, il CNS non era una entità popolare o rappresentativa, e ora appare in declino, perfino con il patrocinio estero e il continuo invio di armi dai membri della North Atlantic Treaty Organization (NATO) e del Gulf Cooperation Council (GCC), ai suoi combattenti in Siria.
10 marzo 2012 | «Ho sentito dalla viva voce di Assad dirmi che egli considera la democrazia in Siria come un ‹imperativo›. E che, sotto questo aspetto, l’elaborazione di una costituzione democratica era destinata a giocare un grande ruolo».
8 marzo 2012 | L’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite ha accusato il governo libico di ospitare un campo d’addestramento per dei “ribelli siriani” che hanno condotto delle azioni contro il regime di Damasco.
15 febbraio 2012 | Un kalashnikov in Iraq, fino a poco tempo fa, veniva venduto a 100 dollari. Ora, almeno a 1.000, più probabilmente a 1.500 (nel 2003, quando i sunniti si unirono alla resistenza, si poteva comprare un Kalashnikov falso made in Romania a 20 dollari). Destinazione per i kalashnikov a 1.500 dollari nel 2012: Siria. Rete: al-Qaeda nella Terra dei Due Fiumi, nota anche come AQI. Destinatari: jihadisti infiltrati che operano fianco e fianco con l’Esercito della Siria Libera.
10 febbraio 2012 | Un coro greco di "disgustati" e "indignati" avrà prevedibilmente accolto il doppio veto dei membri del BRICS, Russia e Cina, alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per imporre un cambio di regime in Siria. La risoluzione era stata appoggiata da quel bastione della democrazia, la Lega del CCG, l’organizzazione controllata dalle sei monarchie/emirati del Consiglio di Cooperazione del Golfo, prima conosciuto come Lega Araba.
14 dicembre 2011 | Non è un segreto, gli eventi che hanno scosso il Medio Oriente hanno per scopo proteggere Israele dalle gravi conseguenze della sconfitta del progetto statunitense in Iraq. E tutto ciò l’alleanza occidentale, guidata dagli Stati Uniti, lo compie come parte della “primavera araba“, rientra in questa categoria
13 dicembre 2011 | Gli Stati Uniti e i loro alleati si stanno preparando ad attaccare la Siria nel quadro del piano israelo-statunitense per destabilizzare la regione. Il pretesto è come al solito “proteggere i civili” e stabilire una “democrazia” di tipo occidentale. Ma naturalmente non c’è nulla di meno vero. L’obiettivo è quello di rovesciare il governo siriano e sostituirlo con un governo fantoccio al servizio degli interessi USA-Israele sionisti.
4 dicembre 2011 | Obiettivo Siria, il premio strategico che supera la Libia. Il palcoscenico è sistemato. Le scommesse non potevano essere più alte. Siria uguale Libia 2.0? È più un "remix" della Libia 2.0. Con la stessa giustificazione della R2P ("Responsabilità di Proteggere"), che vede come protagonisti i civili bombardati per la "democrazia". Ma senza risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Russia e Cina porranno il veto). Invece, la Turchia ravviva le fiamme di una guerra civile.
3 dicembre 2011 | « In Siria sono al lavoro squadroni della morte, composti da libici, ceceni, iracheni, afghani, gente senza scrupoli che semina terrore ». La denuncia arriva da uno dei maggiori giornalisti investigativi americani, Webster Tarpley, che si è recentemente recato in Siria con una delegazione di colleghi provenienti da tutto il mondo invitati da un gruppo di religiosi guidati da Agnes Marie de La Croia, del convento di S. Giacomo mutilato, « una specie di moderna Giovanna d’Arco che si batte contro la violenza e la guerra », spiega al telefono Tarpley, ancora provato da un viaggio interessante ma molto inquietante
21 novembre 2011 | Certamente per la prima volta nella storia della Repubblica turca, un governo turco ha adottato una politica di scontro aperto nei confronti di un altro paese che non l’aveva affatto provocato. I cittadini di questo paese, la Siria, sono stupefatti.
15 novembre 2011 | La Lega degli Stati Arabi (Lega Araba) ha sospeso la partecipazione della Siria all’organizzazione il 12 novembre, come fece con la Libia il 22 febbraio di quest’anno.
12 settembre 2011 | La Siria ha deciso finalmente di esprimersi pubblicamente in merito ai gravi fatti di sangue che hanno sconvolto il paese, a partire dalle prime manifestazioni antigovernative di Deraa (vicino al confine giordano). Pertanto, ho accettato l’invito di un’associazione formata da un gruppo di imprenditori (fra i quali Anas al-Jazaïri, pronipote dell’Emiro Abd el-Kàder) che si propone di appurare in loco l’evolversi della situazione.
31 agosto 2011 | Boris Dolgov, membro dell’Accademia Russa delle Scienze e dell’Istituto di Studi Orientali di Mosca, dottore in storia, espone qui le sue opinioni sulla situazione in Siria, sulle radici della crisi e sulla posizione della Russia in questa intervista realizzata a Damasco da Guy Delorme per Infosyrie.
27 giugno 2011 | Sostenitore instancabile, sotto il profilo giuridico e politico, dei resistenti al Nuovo Ordine Mondiale, Jacques Vergès, che abbiamo visto di recente al fianco di Roland Dumas nel bombardamento di Tripoli, ha accettato volentieri di riceverci per darci la sua opinione su quanto sta accadendo o potrebbe accadere in Siria. Un’analisi sincera della deriva geopolitica e morale dell’occidente unipolare statunitense e un ragionevole ottimismo sugli sviluppi in Siria e altrove.
5 maggio 2011 | Un compagno siriano analizza le contraddizioni interne e le ingerenze esterne che spingono la Siria verso uno scontro feroce sia a livello interno che regionale. Il ruolo dei Sauditi e di Hariri. Wikileaks rivela dettagli non certo irrilevanti. Sono informazioni che non assolvono il regime dalle sue responsabilità ma svelano anche che gli interventi esterni ci sono e sono pesantissimi.